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LA LA LAND

Un  musical  romantico e nostalgico indimenticabile
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Per tutti i sognatori


Mia(Emma Stone) è un’aspirante attrice che si mantiene lavorando in un bar  mentre cerca di sfondare a Hollywood. Un giorno conosce Sebastian (Ryan Gosling,)un pianista Jazz che si guadagna da vivere suonando nei bar mentre vorrebbe aprire un suo locale. I due si innamorano e  condividono le loro passioni cercando il successo che tanto desiderano.7 Golden Globe per questo musical diretto da un brillante Damien Chazelle Il regista, appena 32ennne, è un batterista appassionato di Jazz  e questa sua predilezione musicale è stata anche al centro dei suoi lavori precedenti ("Whiplash" e "Madeline on a Park Bench") .La colonna sonora è di Justin Hurwitz, amico di Chazelle dai tempi del College. I testi son stati scritti da Benj Pasek e Justin Paul tranne la canzone cantata e scritta da John Legend : “Start a fire”. La musica è orecchiabile, emozionante, allegra; di quel genere che non smetteresti mai di ascoltare. Trasmette la devozione e  la passione di chi l’ha scritta.Il musical per un attore  è un banco di prova dove chi ha veramente talento dimostra le sue doti complete di artista  e qui, i due protagonisti,  hanno dato  prova di essere degni  professionisti. Ryan Gosling, per interpretare il musicista Sebastian, ha imparato veramente  a suonare il piano senza ricorrere a controfigure. Emma Stone, alias Mia, è espressiva  e brava. Finalmente un' attrice acqua e sapone che viene premiata per la sua creatività artistica e si distingue tra tante anonime facce chirurgicamente perfette. I due se la cavano veramente bene nel ballo e nel canto pur non essendo   ballerini o cantanti.Tante le citazioni di vecchi film da “Gioventù bruciata” alle scene di tip tap che ricordano Fred Astaire.La pellicola trasmette la nostalgia  della Hollywood dei tempi d’oro in cui il musical era all’ordine del giorno .L’equilibrio tra  musica e recitazione funziona  e schiva il rischio di esagerare con le parti cantate . I flashback  e la divisione delle scene sono un po’ rétro ma non annoiano mai. Le scenografie sono colorate e allegre, molto  anni 80. Insomma il film è pieno di riferimenti temporali ma riadattati in chiave innovativa e moderna. La trama dei due artisti squattrinati che cercano di realizzare le loro aspirazioni è  un clichè ma il regista evita la banalità del tema con un finale non scontanto
.La storia di due sognatori che cercano di fare carriera, di inseguire le loro passioni, recitazione  e musica Jazz ,che qui si fondono in un film  romantico, emozionante e indimenticabile.
Una visione che entra nel cuore e  nella mente del pubblico, uno spettacolo brillante che trasmette tutta la magia del grande schermo.








STAR WARS IL RISVEGLIO DELLA FORZA

La saga di George Lucas ritorna sul grande schermo con una nostalgica rimpatriata di tutti i personaggi della prima trilogia dopo 37 anni

Per tutti gli appassionati della saga che sono cresciuti a suon di spade laser  e aspettano da anni  di sapere che fine hanno fatto Luke, la principessa Leila e la filosofia jedi

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“Girano storie su ciò che è successo..”; solo questa piccola battuta è trapelata dal trailer, creando una grande aspettativa per i fan. La trama del film più atteso dell’anno è rimasta "top  secret" fino alla sua uscita nelle sale ed i giornalisti cinematografici che hanno assistito all’ anteprima non hanno potuto rivelare nulla fino al il 16 dicembre 2015. Nel nuovo capitolo tutto ruota intorno alla ricerca di Luke Skywalker, l'ultimo jedi rimasto.
Sono passati ben 37 anni dall’inizio di questa fortunata saga. Nell’ormai lontano  1977, infatti,  Lucas scrisse i primi episodi di “Guerre stellari” creando un nuovo genere fantascientifico per allora; non più scenari freddi e lontani (come per esempio “2001 odissea nello spazio”) ma un nuovo mondo, “una fantascienza fiabesca” con principesse,jedi e regni lontani. Un mix nuovo e geniale che ha fatto vincere alla prima trilogia(episodio IV, V, VI) ben 6 oscar e un incasso da record di 307 milioni di dollari al botteghino. Dopo l’uscita, qualche anno fa,  del prequel (episodi 1, 2, 3 deludenti perché, anche se collegati, troppo lontani dagli episodi degli anni 80) JJ Abrams riporta sullo schermo Star Wars  episodio VII . 
Il film è prodotto dalla Disney che, dal 2012, ha acquistato la Lucasfilm e la sceneggiatura è di Lawrence Kasdan.Gli studios hanno in programma  un terzo trittico con episodi  che usciranno ad anni alterni.
 L’idea vincente del “Risveglio della forza” è stata quella di inserire nel cast i volti storici e amati dal pubblico come Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher(principessa Leila), Mark Hamill (Luke Skywalker),  Peter Mayhew(Cewbacca) ed Anthony Daniels (C-3BO) invecchiati e segnati dal tempo  . L’unico a mancare all'appello è  Mark Hamil, il perfido  Darth Vader, il villain per eccellenza,  a prenderne il posto c’ è un nuovo cattivo mascherato Kylo Ren ( Adam Driver).In una saga di successo i personaggi sono legati ai volti degli attori rimasti impressi nella mente dei tanti fan e "nerd" seguaci che in questi anni di attesa si sono chiesti   che fino hanno fatto i loro miti. Il regista ha risposto a questa domanda e ha riportato sullo schermo la stessa guerra stellari ,senza cambiarla solo invecchiata di 30 anni. Ha affiancato  ai vecchi eroi   nuovi protagonisti come  Daisy Ridley (la solitaria Rey) e Joh Boyega (Finn).  Attori poco noti e scritturati proprio per questo motivo come fece Lucas nell’originaria saga (allora Harrison Ford non aveva ancora spiccato il volo come celebrità)Inoltre JJ Abrams ha introdotto un nuovo droide: BB-8  azionato da due marionettisti presenti sul set. Un mix ben studiato per un sequel.  La storia di fondo è sempre la scontata  guerra tra bene e male e molte scene sono state girate nel deserto del Marocco come nei precedenti episodi per creare un’ ambientazione il più possibile reale.

Un film che “cavalca l’onda” del successo della pluripremiata saga, senza grande fantasia ma con  genialità e astuzia. "Il risveglio  della forza", un titolo azzeccato,  il ritorno di una dormiente “Star wars”, una nostalgica rimpatriata che segue le orme dei precedenti episodi ma che ha perso l’originale sentimento  e passione.




HUNGER GAMES IL CANTO DELLA RIVOLTA PARTE I°
Il terzo capitolo della saga segna l’inizio della guerra contro Panem  fatta di strategie militari e sottili astuzie psicologiche
Per tutti quelli che vogliono vedere Katniss nei panni di leader e sponsor della rivolta

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Gli ultimi hunger games erano terminati grazie ad una freccia scoccata da Katniss contro il vertice della cupola che aveva mandato in tilt il campo magnetico. Dopo la sua fuga dall’arena, orchestrata da Plutarch Heavensbee ,(interpretato dal deceduto Philip Seymour Hoffmann) il presidente Snow ha reagito distruggendo il distretto 12 e bombardando gli altri. L’unico a sopravvivere  è il distretto 13 che è stato ricostruito sottoterra dove vige un regime militare severo amministrato  dalla rigida  Alma Coin (Julianne Moore). Qui Katniss ritrova la sorella Prim e la madre che sono state portate in salvo dall’amico Gale . La presidentessa Coin convince la “ghiandaia imitatrice” a diventare   simbolo e leader della rivolta dei distretti.
Il film è diretto dallo stesso regista de “la ragazza di fuoco”: Francis Lawrence. Il romanzo di Suzanne Collins è stato diviso in due parti ( come tante altre saghe teen di successo, per esempio “Twilight”) e per vedere l’epilogo finale dovremo aspettare novembre 2015. Nel cast, oltre all’ormai celebre  volto  serioso di Jennifer Lawrence (Katniss), di Liam Hemsworth (Gale) e Kosh Hutcherson (Peeta), troviamo Julianne Moore nei panni di Alma Coin e la regista Cressida (Natalie Dormer di “Il trono di spade”). Una ragazza  che aiuta la causa girando video promozionali su Katniss che incitino la rivolta. Lo  stratega  Plutarch Heavensbee è interpretato dal compianto  Philip Seymour Hoffman  deceduto al termine delle riprese. Questo è l’ultimo film che il brillante attore è riuscito a interpretare e questo triste episodio, rendono , se possibile, ancora più cupa l’atmosfera di questo episodio . Nella colonna sonora troviamo  tristi e angoscianti canti corali, grida disperate di speranza e ribellione. Non c’ è spazio per l’amore, l’unico sentimento è la vendetta  contro la persecuzione atroce del presidente Snow. Ilfilm offre importanti spunti di riflessioe, un messaggio più ampio  contro la schiavitù e  tutte le guerre.
Il primo  Hunger games senza hunger games. Alla fine dei giochi si avvicina la resa dei conti, Katniss guida i distretti in una guerra mediatica e psicologica.



































 MALEFICENT

La storia di uno dei villain delle fiabe più temuti.  Una rivisitazione  Disney moderna e innovativa della “Bella addormentata” che rivela  un’inaspettata duplice personalità del personaggio di Malefica, una strega dark  ferita nell’animo combattuta dall’eterna lotta tra bene e male
La piccola Malefica è una fata buona che vive nella Brughiera, un bosco incantato confinante con il regno
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degli uomini. Qui conosce Stefano, un ragazzino curioso e ambizioso che si è avventurato nel mondo incantato. La fatina si innamora del giovane che sembra ricambiarla ma, una volta diventati adulti, Stefano la tradisce per riuscire a diventare re  ferendola in un modo vile e meschino. Accecata dall’ira e dalla sofferenza Malefica si vendica gettando una maledizione sulla principessina Aurora  figlia di Stefano.
Film prodotto dalla Disney e diretto da Robert Stromberg. Per il famoso scenografo, premio oscar per  “Alice in wonderland” e “Avatar”, questa è la  prima prova da regista ed è veramente un esordio di successo. Stromberg, infatti,  è stato scelto per  un ruolo in cui erano in lizza nomi importanti come Tim Burton e David Yates. La pellicola è  una  rivisitazione del celebre classico animato del 1959 “la bella addormentata nel bosco” tratto dalla fiaba di Charles Perrault. L’iconografia e l’aspetto di Malefica e dei personaggi principali (a parte i diversi nomi dati alle fatine: Giuggiola, Fiorina e Verdelia) è molto fedele all’immagine originale ma la storia è del tutto nuova. Una trama in cui non è così scontato e netto il confine tra bene e male, in cui si cerca di andare oltre l’aspetto dark di Malefica.
Angelina Jolie interpreta il ruolo della protagonista. Ha accettato con gioia questa parte  ed  in un’intervista, ha dichiarato che la cattiva per eccellenza l’aveva sempre incuriosita. D’altronde chi meglio di lei, con un passato da sexy e maledetta ed un presente da madre amorevole, poteva avere questa parte caratterizzata da un cupo dualismo. L’attrice  si muove con grazia ed eleganza, la contraddistingue un passo delicato e sinuoso, una lentezza nei gesti e nei movimenti che inquietano e affascinano. Ad occuparsi del suo look è stata la costumista Anne B.Shepard e il make- up artist Rick Backer(vincitore di ben 7 oscar). Il risultato è una strega  sexy e misteriosa dai magnetici occhi verdi con  lunghe corna nere ed una pesante tunica, una creatura  quasi mitologica accompagnata dall’immancabile fedele amico corvo.  L’aspetto di Angelina sul set era così rassomigliante alla cattiva animata da spaventare tutti i bambini. L’unica a non temerla  è stata la figlia Vivienne (era sul set con  il suo gemello Maddox) che compare  in una breve scena in cui impersona Auora da piccola.La principessa 16enne ha invece il volto di Elle Fanning (sorella minore della celebre Dakota , ex bambina prodigio).
Degna di nota è la scenografia della Brughiera: un  meraviglioso paesaggio bucolico abitato da creature fantastiche, un mondo fantasy realizzato in modo impeccabile con le più avanzate tecnologie del digitale.


Nella colonna sonora va ricordata  la canzone “once upon a dream”  trasformata in una nenia cupa e malinconica cantata dall’inconfondibile potente voce di Lana del Rey (resa celebre per aver dato voce ad alcuni pezzi del “soundtrack” del “Grande Gatsby”).
Durante le riprese ci sono stati un po’ di  ritardi e alcune scene sono state girate più volte protraendo la produzione più a lungo (forse per la stessa “maledizione” che nel 1959 portò a un flop al botteghino della “Bella addormentata”) ma alla fine il risultato è veramente soddisfacente.
Un “remake” originale e atipico. Un fantasy dark e profondo che, senza abbandonare la magia tipica della fiaba Disney,  riscrive la storia di Malefica indagando e svelando l’umanità nascosta e conflitti interiori della Signora del male.




SAVING MR BANKS

La zuccherosa  storia della difficile realizzazione di  “Mary Poppins”, di come (dopo anni di battaglie  tra Walt Disney e la scrittrice Pamela Travers) la tata più famosa del mondo prese il  volo dalle pagine di un libro per bambini  e arrivò, finalmente, sul grande schermo

Per tutti quelli che  vogliono conoscere il vero significato e l’origine della tata più famosa del mondo e non disdegnano i sentimentalismi

Pamela Lyndon Travers è una scrittrice, autrice del libro “Mary Poppins”. Per vent’anni Walt Disney tenta di
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convincerla a cedergli i diritti cinematografici per realizzare un  musical dal suo testo ma la cocciuta signora si è sempre rifiutata di condividere con il grande schermo la sua più cara creatura. Finchè nel 1961,  la Travers, trovandosi al verde, decide di dare ascolto al suo editore, Mr .Russell e vola a Los Angeles per incontrare Disney. Negli studios l’accolgono con grande entusiasmo ma la gelida donna  non si lascia contagiare dal solare clima californiano. Pretende di seguire lei stessa ogni fase dello script e, con pignoleria maniacale, passa in rassegna ogni singola proposta  criticandola e bocciandola. Mentre si dedica al progetto  nella sua mente riaffiorano i ricordi della sua infanzia in Australia: i problemi di alcolismo del padre banchiere, l’assenza della madre e l’arrivo di una zia che avrebbe dovuto sistemare tutto e salvare suo padre proprio come Mary Poppins viene in soccorso di Mr Banks.

Film prodotto da Walt Disney e diretto da John Lee Hancok. Ha avuto un’unica nomination agli oscar per la colonna sonora di Thomas Newman.
Il regista  celebra i 50 anni della realizzazione di Mary Poppins   raccontando, con grande dovizia di particolari,  l’origine del capolavoro, dalla promessa che Walt fece alle sue figlie all’incontro con la Travers che è la vera e indiscussa protagonista della pellicola. Quest’ultima pretendeva che in ogni fase di lavorazione fossero registrate le sue correzioni e i suoi consigli a sceneggiatori e musicisti. Questo si è rivelato un documento fondamentale per la realizzazione della pellicola. La Travers  è interpretata da Emma Thompson con grande professionalità e bravura. L’attrice (già vincitrice di 2 premi oscar)   non ha voluto parrucche ma ha preferito una permanente reale per risultare più somigliante alla scrittrice.  Con grande espressività trasmette il graduale cambiamento del suo personaggio che rivela le sue debolezze e il motivo del suo grande attaccamento a Mary Poppins solo alla fine quando abbandona per un attimo l’immagine di acida zitella e lascia andare le sue emozioni legate ai ricordi d’infanzia. Walt Disney ha il volto di un altro attore di successo: Tom Hanks.  In lui si può rivedere, sotto i simpatici baffi, il sorriso rassicurante del fondatore di Disneyland.  Walt e Pamela sono due personaggi all’apparenza opposti: affabile e ilare il primo, cupa e scorbutica la seconda ma, come verrà svelato nel film, sono accomunati da un’infanzia difficile che li ha portati a rifugiarsi nel mondo della fantasia.
Nel cast tra gli attori famosi va ricordato Colin Farrel che è il padre di Pamela nei flashback in cui viene raccontata la sua vita.
La colonna sonora è un mix tra ritornelli nuovi, sdolcinati e le canzoni originali del classico.Per questo per le musiche ha collaborato Richard Sherman, uno dei due musicisti di Mary Poppins che vinsero l’oscar per “Cam Camini”.
Una pellicola commuovente e nostalgica. Un film dentro un film di ricordi  e rimpianti che racconta l’allegoria   nascosta dietro il personaggio di Mary Poppins: un simbolo di salvezza e speranza per Mr Banks , un papà che,chiuso nel  suo egoismo, trascura i suoi figli.  Un esempio di come, spesso,  i rassicuranti personaggi  dell’immaginazione nascondono significati più profondi  dietro la loro frivola apparenza.















THE WOLF OF WALL STREET

DI CAPRIO E SCORSESE ANCORA INSIEME PER UN BIOPIC SBOCCATO  E SENZA CENSURE CHE SVELA TUTTI I SEGRETI DELLA CARRIERA  DI UN VOLPONE DELLA FINANZA  ASTUTO E SENZA SCRUPOLI

PER TUTTI QUELLI CHE NON SI SCANDALIZZANO FACILMENTE E SONO CURIOSO DI CONOSCERE LA VERA VITA  DEL BROKER  JORDAN BELFORT


La storia   racconta la straordinaria   carriera di Jordan Belfort nel mondo della finanza. Belfort comincia
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negli anni 80 a lavorare come broker a Wall Street  dove apprende tutti i segreti della persuasione all’ investimento. Col tempo e con l’aiuto di alcuni amici, fonda la Stratton Okman, una società di brokeraggio illegale che gli permette di fare montagne di soldi con l’inganno. Il potere e il denaro lo portano , insieme ai suoi soci,  a condurre un’esistenza  di eccessi  al limite della decenza tra droga, puttane e alcool .  La continua ostentazione di lusso e ricchezza  però attira i sospetti dell’FBI  che lo arresteranno per frode e riciclaggio di denaro.
Film diretto da Martin Scorsese, prodotto e interpretato da Leonardo Di Caprio. I due sono un’accoppiata vincente, questa è la quinta pellicola in cui collaborano dimostrando un grande feeling professionale,  d'altronde non è inusuale  a Hollywood che lo stesso  regista e lo stesso  attore lavorino insieme a più progetti (si pensi per esempio, a Jhonny Depp e Tim Burton).E’ stato lo stesso Di Caprio, dopo aver letto il libro auotobiografico di Belfort, ad avere l’idea di farne un film  e a proporlo a Scorsese. Il  regista ha accettato la sfida del suo pupillo e nonostante la censura degli studios, non ha voluto ammorbidire o tagliare la sceneggiatura di Terence Willer.  Scorsese  ha voluto mostrare tutti gli aspetti, i segreti più torbidi e sconci della Stratton Okmont e della vita privata del suo fondatore.  Raccontare, con dovizia di particolari, un episodio degli anni 90  così eclatante di avidità e corruzione a Wall Street in questi periodi di crisi, è stata una mossa azzardata e coraggiosa ma vincente. Infatti  “The wolf of wall street “ si è aggiudicato ben tre nomination agli imminenti oscar di Marzo tra cui quella di miglior film e di miglior attore protagonista per Di Caprio. L’attore, per immedesimarsi nella parte, ha incontrato il vero Jordan Belfort in persona che ora, dopo aver scontato la sua pena, tiene corsi di business motivazionale e scrive libri. La sua interpretazione  è veramente degna di nota,  in modo camaleontico riesce a  passare dai panni dell’uomo d’affari, all’apparenza serio e professionale, a quelli del  drogato folle e senza inibizioni.   Negli ultimi anni   Leo si è impegnato in altri  parti impegnative in cui ha dato prova del suo talento ma l’ambita statuetta dorata  non è mai arrivata nonostante abbia lavorato instancabilmente in film pluripremiati e in lizza per il premio dorato dai tempi in cui era un ragazzino acerbo a bordo del Titanic. Chissà  se quest’anno, per i suoi 40 anni riceverà  l’oscar, staremo a vedere.
Nel cast di "the Wolf of Wall street" troviamo anche, ad interpretare una piccola parte, uno scarno Matthew Mc Conaughey  (dimagrito per motivi di copione per il film “Dallas Buyer Club in cui è un malato di aids). Mentre Jonah Hill  è in nomination come miglior attore non protagonista  per aver impersonato 
Donnie Azoff ,il braccio destro di Belfort.
Un film  autobiografico che denuncia una scomoda verità di una vita di eccessi tra sesso droga,  lusso e corruzione. Tutti i peccati , le tentazioni più torbide  e perverse del Dio denaro raccontate dal  Satana di Wall Street.

















LO HOBBIT LA DESOLAZIONE DI SMAUG 

Il secondo capitolo della “trilogia hobbit” creata da Samuel Jackson, una nuova avventura epica con personaggi inediti che non compaiono nella storia originale ma danno al racconto un’ affascinante atmosfera mitica e fiabesca

 Per tutti quelli che hanno visto  “Un viaggio inaspettato” e hanno atteso con impazienza un anno per conoscerne il seguito

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 Continua il cammino di Bilbo Baggins e  dei 12 nani capitanati da Thorin Scudodiquercia. Ad intralciare la loro missione compaiono per la prima volta Legolas e l’elfo silvano Tauriel oltre a ragni giganti e uomini orso. I coraggiosi  avventurieri riescono però, grazie all’aiuto di Bard, un abile arciere che avrà un ruolo chiave nella vicenda,  ad arrivare a Pontelagolungo   alle pendici del monte dove riposa il drago Smaug. Gandalf, nel frattempo, ha lasciato il gruppo per affrontare altri insidiosi pericoli da solo. Thorin Scudodiquercia decide di non aspettare il ritorno dello stregone e si attiene ai piani mandando Bilbo a recuperare l’arkengemma nella tana del drago.
Secondo film  tratto dal romanzo di Tolkien “lo hobbit” e diretto da Samuel Jakson.
Il regista, ormai affezionato ai paesaggi della terra di mezzo (ha diretto anche il “Signore degli anelli”), si è recato con la troupe  a Wellington in Nuova Zelanda,  ambientazione ormai consueta per  la trasposizione cinematografica dei classici di Tolkien tanto che, ironicamente, la cittadina viene soprannominato “Welliwood". Del resto i paesaggi mozzafiato e incontaminati  di questa regione  sono perfetti per dare veridicità a un  fantasy. In questo secondo capitolo Jackson e la sceneggiatrice, Philippa Boyens,  si sono  un po’ discostati  dal testo originale arricchendelo di nuovi personaggi come Legolas ( chi ha visto “Il signore degli anelli lo ricorderà),interpretato da Orlando Bloom e l’elfo silvano Tauriel (Evangeline Lily, già vista in Lost) coinvolta in un  imbarazzante triangolo amoroso con un nano.
Questa “libera licenza artistica” però non deve scoraggiare i Tolkeniani più convinti perché  la storia  di base non viene sconvolta, solo arricchita di vicende e intrecci per esigenze di trasposizione cinematografica.  Il racconto diventa così  dinamico, avvincente  con ritmi più coinvolgenti di “Un viaggio inaspettato”.
Nella “desolazione di Smaug” compaiono anche figure fondamentali (presenti nel libro) come Bard , l’arciere dall’arco di tasso e le frecce nere interpretato da Luke Evans. Un  padre single di tre figli, un po’ burbero che lascia intendere il suo ruolo fondamentale nel destino dell’impresa che si verdà  nel prossimo film. Beorn, una specie di “uomo-orso” dalla barba folta e la criniera leonina che aiuterà Bilbo e i nani. Il controverso Thranduil(Lee Pace), re degli elfi del bosco Atro e padre di Legolas. Infine il misterioso Smaug che nella versione italiana è  doppiato in modo magistrale da Luca Ward.
Immancabili naturalmente Bilbo (Martin Freeman) e Gandalf (Ian McKellen).


La seconda parte del viaggio dello Hobbit,  un percorso cupo tra stereotipi mitologici (il  drago Smaug) e figure fiabesche (Elfi). Un racconto fantasy, uno spettacolo fantastico  che ricorda una favola della buonanotte, con un finale incompiuto che lascia tutti gli spettatori con gli occhi sbarrati,  con il desiderio di sapere come andrà a finire.






HUNGER GAMES LA RAGAZZA  DI  FUOCO

IL PREMIO OSCAR JENNIFER LAWRENCE  E’ DI NUOVO IN GIOCO IN UN’ALTRA  CRUENTA PARTITA  SURREALE  CONTRO LA MORTE E LA SOTTOMISSIONE DEI DISTRETTI DI PANEM

PER TUTTI QUELLI CHE HANNO VISTO IL PRIMO FILM   “HUNGER GAMES” O HANNO LETTO I LIBRI DI SUZANNE COLLINS

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Dopo aver vinto i 74esimi Hunger Games Katniss e Peeta  sono finalmente tornati a casa nel 12esimo distretto. Il presidente Snow,  sorpresa Katniss in teneri atteggiamenti con il suo amico Gale, la convoca e le chiede di intraprendere un tour per i distretti insieme a Peeta e di giocare la parte degli innamorati per distrarre il popolo dai problemi reali. Katniss,  però, ancora sconvolta dall’atrocità degli ultimi Hunger games,  non riesce a non manifestare la sua solidarietà con il popolo e  porta aria di ribellione nei distretti.  Preoccupato per la situazione Snow nomina  Plutarch Heavensbee stratega di un’  “edizione della memoria” degli Hunger games con il compito di eliminare Katniss Everdeen. A questi  nuovi giochi parteciperanno i vincitori degli anni precedenti di tutti i distretti e per il 12, Katniss e Peeta. I due ragazzi cercheranno di sopravvivere alla nuova cruenta partita  ma un colpo di scena inaspettato darà una svolta al loro destino.
Secondo capitolo della saga tratta dai best sellers del  “Panem et Circensens”(una citazione che l’autrice ha tratto da Giovenale da cui deriva l’etimologia di Panem , il luogo dove è ambientata la vicenda) di Suzanne Collins.
In questo film Francis Lawrence ha ottenuto la regia dopo il no di Gary Ross( regista del prequel).  In questa versione c’ è una maggiore attenzione agli effetti speciali e all’aspetto visivo con un risultato futuristico e visionari( lo stesso Lawrence ha infatti detto:   "I thought we could grow visually"). Capitol City appare in tutto il suo sgargiante e opulento splendore, capitale degli eccessi e del colore. Si contrappone  al grigiore e alla semplicità disarmante dei distretti in cui regnano la miseria e la povertà. Inoltre qui  risulta ancora più evidente, rispetto al  primo episodio, l’aspetto illusorio e i sorprendenti effetti speciali dell’arena degli Hunger Games , un vero e proprio  mondo ricostruito dentro un altro mondo in cui realtà e finzione si incontrano.
Nel cast, protagonista indiscussa, è il premio oscar Jennifer Lawrence . L’attrice dallo sguardo serio che difficilmente si lascia andare a sorrisi  è Katniss eroina  tenace e determinata . Un’abile arciere che al pari di Robin Hood, mentre lotta per sopravvivere, si ribella alle regole e cerca di difendere i più poveri. Un ruolo  impegnativo, Katniss, infatti, è un idolo delle ragazzine ed è stata citata  dal Time in una classifica di 100 personaggi di fantasia più influenti di sempre.  La Lawrence per la parte  ha preso lezioni di tiro con l’arco e si è dovuta sottoporre a un rigido allenamento in palestra.  Ritorna anche in questo episodio  l’eccentrica Effie Trinket, accompagnatrice ufficiale dei tributi del distretto 12 interpretata da Elizabeth Banks.
E’ sempre caratterizzata da uno stile unico e sgargiante, veste alcuni abiti dello stilista McQueen e sfoggia parrucche dai colori pastello. E’ però meno frivola e insensibile,  è cambiata ed ha un atteggiamento quasi materno nei confronti di Katniss.
Confermati anche Stanley Tucci come Fickermann, presentatore degli Hunger Games e Josh Hutcherson(Peeta). Mentre il nuovo braccio destro del presidente Snow (Donald Shuterland) è  Philip Seymour Hoffman che interpreta Plutarch Heavensbee.
E’ stato annunciato in anteprima che Il terzo e ultimo libro “Il canto della rivolta” verrà diviso in due film che usciranno, rispettivamente, novembre 2014 e 2015.
Una pellicola simbolica e ricca di colpi di scena. Katniss, come la ghiandaia imitatrice, il suo portafortuna, spalanca le ali di fuoco e combatte con coraggio per dare speranza e libertà.



















THOR THE DARK WORLD

IL Dio del tuono ritorna  a  difendere Asgard, a fianco  del fratellastro  Loki, dalla  minaccia degli Elfi oscuri
Per tutti quelli che hanno visto "Thor" e "The Avengers" e sono appassionati dei fumetti Marvel 


Thor è finalmente tornato ad Asgard ed è impegnato a combattere per salvare i nove regni da antichi nemici.
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Quando i perfidi elfi, guidati Malekith,  si risvegliano decisi ad attaccare Asgard e  distruggerla.  Per combattere quest’oscura minaccia Thor è costretto a chiedere aiuto al perfido fratello Loki rinchiuso in cella per le sue malefatte. La guerra degli Elfi coinvolge, oltre ai  i nove regni Asgardiani , anche la terra dove Thor rincontrerà la sua amata, l’astrofisica Jane Foster che lo aiuterà nella sua lotta contro gli oscuri nemici e non mancheranno i colpi di scena.
Il film è stato diretto da Alan Taylor, un regista proveniente da serie tv di successo come “Il trono di spade”. Taylor si è sostituito a Kenneth Branagh, regista del primo Thor e rispetto alla precedente pellicola, ha puntato maggiormente l' attenzione sul realismo della dimensione fantasy ed epica della vicenda senza tralasciare il fil rouge del rapporto conflittuale di amore-odio tra fratelli (Loki e Thor).  Per gli elfi oscuri è stato creato un linguaggio specifico in lingua aliena (un metodo copiato da “Avatar”) per rendere verosimile la loro natura.
E’ stato girato tra Londra, Norvegia e Islanda con toni dark e tenebrosi mitigati da  qualche accenno di ironia.
Nel cast ritroviamo ancora il bel Chris Hemsworth nei panni di Thor. L’attore australiano  ha dichiarato in un’intervista di essersi sottoposto a una rigida dieta di proteine e ad allenamenti serrati per riuscire ad ottenere il fisico scultoreo richiestogli dalla parte. Inoltre, ha confidato che baciare Natalie Portman (Jane) lo ha imbarazzato per la sua famiglia.
Confermato anche Tom Hiddleston come Loki che ha definito il film un “bromance” (l’unione tra brother, fratello +mance) per indicare la centralità del rapporto tra fratelli nella trama.
Infine non si può non citare Anthony Hopkins che interpreta il Dio Odino, re di Asgard.
Nella pellicola vi sono riferimenti a The Avengers, questa non è una coincidenza ma  il marchio di fabbrica della Marvel che sta cercando di collegare le singole vicende dei suoi eroi in vista del sequel  “Avengers:Age Ultron” che uscirà nel 2015 e per cui Chris Hemsworth ha già firmato il contratto.
Il finale criptico di “Thor the dark world” lascia le porte aperte per un altro episodio, probabilmente tutto dipenderà dagli incassi che finora, sono veramente notevoli anche se non da record.
Un nuovo film di casa Marvel, un fantasy , a tratti un po’ scontato, che racconta una nuova avventura di Thor,  Il coraggioso  e nobile eroe  con il martello si trova  di fronte a scelte difficili,   diviso tra combattuti legami di sangue, amore, onore e responsabilità. Alan Taylor porta sullo schermo un interessante contrasto tra i valori epici d'altri tempi  di Thor e i tenebrosi scenari futuristici della minaccia aliena.








SOLE A CATINELLE
Il comico pugliese conquista ancora una volta il pubblico italiano con ottimismo e divertimento  registrando incassi “a catinelle”
Per tutti quelli che non vogliono perdersi il film comico che chiude la “trilogia metereologica” iniziata con “Cado dalle Nubi” ed esorcizza lo spettro della crisi riportando il buon umore
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Checco Zalone è un venditore di aspirapolveri  che vive nel vicentino con moglie e figlio. E’ bravo nel suo lavoro ma sperpera i soldi che guadagna e  una volta esauriti i parenti a cui vendere l’elettrodomestico, si ritrova al verde. La moglie, operaia, è in cassa integrazione e stanca del comportamento irresponsabile del marito, lo lascia. Checco, eterno ottimista, promette al figlio una vacanza da sogno se avrà tutti dieci in pagella non credendolo possibile. Il bambino stupisce il papà con una pagella impeccabile, Checco allora dovrà inventarsi un itinerario  senza spese ma questo viaggio li porterà a un inaspettato incontro con il mondo  dell’imprenditoria e del lusso.
Questo è il terzo film per Checco Zalone e  nonostante l’enorme successo dei precedenti("Cado dalle nubi" e "Che bella giornata"), è il più riuscito e i 20 milioni di euro incassati solo nel primo week end lo confermano. E’ un prodotto più maturo che aggiunge alla solita comicità  e  al divertimento una satira sociale, un ritratto ironico dell’attuale situazione economica su cui riderci su.
E’ diretto da Gennaro Nunziante e nel cast troviamo Miriam Dalmazio che interpreta la mamma e Robert Dancs, un bimbo rumeno che qui  è il figlio di Checco. Per scegliere il bambino adatto per la parte sono stati fatti ben 70 provini ma ne è valsa la pena perché sembra che il piccolo non abbia sbagliato una battuta sul set.
Nella colonna sonora ci sono canzoni ironiche composte e cantate dallo stesso Zalone come “Super papà”, “Dove ho sbagliato” e chiude il film un pezzo dedicato alla figlia Gaia “Dall’ovaia a Gaia”.

Un esilarante  viaggio padre e figlio che parte dalla vecchia casa di una zia in Molise e finisce a bordo di un yacht.
Una pellicola semplice e  ottimistica che,  con gag uniche, porta il sole e il buon umore.


RUSH
L’adrenalinico racconto della rivalità tra Niki Lauda e James Hunt, una storia epica  di eroi su quattroruote, di passione, velocità, competizione e tenacia
Per tutti quelli che vogliono vedere la rappresentazione di un evento realmente accaduto nella formula 1 degli anni 70
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Niki Lauda, un austriaco bruttino, metodico e rigoroso,  incontra per la prima volta sui circuiti di formula 3   James Hunt, un  inglese aitante playboy. Sono  due piloti molto diversi e tra loro nasce subito una grande rivalità.   Arriveranno entrambi   in formula 1 :  Lauda alla guida della Ferrari e Hunt con la Mc Laren,  si sfideranno da antagonisti  una gara dopo l’altra superando il tragico evento che li segnerà per sempre.
Il Film  è diretto da Ron  Howard, il regista di “Apollo 13” sceglie ancora di raccontare una storia vera con grande realismo. Per realizzare la pellicola, infatti, Howard  ha  dedicato molta attenzione alle inquadrature e hai dettagli nel tentativo di trasmettere allo spettatore le emozioni del circuito dove vita e morte si incontrano: così si possono vedere gomme che rotolano, l’asfalto bagnato, la visione della strada dietro una visiera… .  Daniel Bruhl interpreta Niki Lauda, un uomo molto forte e tenace. Lo sceneggiatore, Peter Morgan, è amico del vero Lauda e ha organizzato un incontro per permettere all’attore di entrare nella parte. Bruhl, inoltre,   ha dovuto portare un morso in bocca per rendere più verosimile la somiglianza all’austriaco che per il suo aspetto era soprannominato “il topo”. Il regista  ha voluto ricreare il tragico incidente di Nurbrurgring che lo sfigurò e per le scene seguenti  l’incendio, Bruhl ha dovuto sottoporsi a lunghe sedute di trucco, il risultato è spaventoso. Lo stesso Lauda ha dichiarato in un’intervista che solo dopo aver visto Rush ha capito il punto di vista degli altri e lo sguardo stupito degli spettatori sul circuito di Monza dopo la sua ustione.
Accanto a Bruhl troviamo il bel Chris Hemsworth (l’attore australiano famoso per “Thor”) nei panni di James Hunt, l’eterno rivale di Lauda amante della vita e delle donne.
Nel cast c’è anche un attore italiano: Pierfrancesco Favino che è Clay Ragazzoni.  Inoltre sono state montate alcune scene originali dell’epoca in cui viene inquadrato Enzo Ferrari.
Il rapporto tra Lauda e Hunt si evolve gara dopo gara.  Tra loro c’è una rivalità   nata da un’incompatibilità di carattere e da un odio reciproco  ma la passione che hanno per le macchine,  la competitività  che li lega  e il drammatico incidente li porteranno a stringere una tacita amicizia.
La storia commuovente  di due grandi sportivi,   due grandi uomini che si sfidano sull’asfalto, due cavalieri impavidi  che corrono fianco a fianco  in un duello di velocità  contro la morte.











BLING RING

La storia vera della gang di adolescenti, ossessionati dal lusso e dalla fama, che derubò le ville di Hollywood
Per tutti quelli che vogliono vedere un esempio  del degrado adolescenziale ai tempi dei social network  raccontato senza giudizi o moralismi
A Los Angeles un gruppo di ragazzini benestanti  riesce a intrufolarsi e rubare nelle case di alcuni famosi divi di Hollywood  come Paris Hilton, Orlando Bloom e Megan Fox   quando  questi sono fuori città. Nel giro di un anno i ragazzi riescono a  racimolare un bottino del valore di 3 milioni di dollari fatto di scarpe, abiti, gioielli. Grazie alle riprese delle telecamere di sorveglianza e ai loro post su facebook la polizia è riuscita però a catturarli. La gang ha attirato però per mesi l’attenzione dei tabloid.
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Film del 2013 diretto da Sofia Coppola e opening della sezione “un certain regard” al Festival di Cannes.  La regista, figlia d’arte di Francio Ford Coppola, dopo “Le vergini suicide”, “Lost in transation” e “Marie Antoinette” porta ancora sulla scena temi ai lei cari come le problematiche adolescenziali e la moda. La pellicola è un racconto dettagliato di una vicenda reale che, nel 2009,  è stata narrata nell’articolo di Vanity Fair “the suspects wore loboutins” di Nancy Jo Sales che ottenne l’esclusiva. La Coppola  ha voluto incontrare personalmente i ladruncoli della bling ring (traducibile come “la gang dei gioielli vistosi”)  e ha dichiarato in un'intervista che è rimasta scioccata quando Nick Prugo (che nel film è ricalcato dal personaggio di Marc) prima di andare in carcere le raccontava del cagnolino di Paris come se in quel momento così delicato il gossip fosse l’unica cosa veramente importante. Nel film ha cambiato i nomi dei ragazziper non dar loro ancora più popolarità. La regista però non  vuole dare giudizi moralistici,  si limita a raccontare i fatti, a rappresentare sullo schermo uno spaccato di cronaca di un mondo giovanile vuoto e materiale ossessionato dalle celebrità e dalla fama.
I protagonisti sono tutti attori sconosciuti, a parte Emma Watson. L’ex maghetta di Harry Potter ha orami 23 anni e  ha smesso i panni della saggia e leale Ermione Granger. Qui interpreta Niki una ragazza viziata e superficiale.
La voce narrante è quella dell’attore Israel Broussard che interpreta Marc (alias Nick Prugo), il più fragile del gruppo, un ragazzino emarginato e senza amici che si lascia trascinare dalla prorompente Rebecca per appagare il suo bisogno di appartenere a un gruppo  e sentirsi accettato.
Per impersonare al meglio i ruoli la regista ha chiesto ai personaggi di  entrare di soppiatto in ville di alcuni suoi amici facendo una lista dettagliata degli oggetti da rubare. Una sorta di esercizio per allenare gli attori. E’ interessante, inoltre,  sapere che Paris Hilton (una delle vittime della gang) ha messo a disposizione la sua casa per le riprese. Così in alcune scene si può ammirare il suo immenso guardaroba e la sua impressionante collezione di scarpe (ben 1000 paia).
La pellicola è un inno alla moda griffata e al lusso più sfrenato: un tripudio di abiti costosi, gioielli, loubutin, rolex e pellicce.. un ritratto del consumismo glamour patinato e dell’importanza dell’apparenza.
La cosa curiosa è che i fashion adolescenti sono stati traditi proprio dalla loro mania di apparire postando tutto su facebook e twitter. Infatti twittavano e postavano ogni loro movimento, un modo per vivere  un’esistenza digitale, in vetrina  e attirare l’attenzione. Hanno pubblicato alcuni oggetti rubati che sono stati riconosciuti dalla polizia. La pellicola lancia una forte offensiva sul web e sull’abuso dei social network e del bisogno di condividere dettagli della propria vita privata.
La storia vera dei ladri della bling ring, giovani bulimici insaziabili di oggetti costosi appariscenti e alla moda che si vestono degli accessori delle star e sognano di vivere sotto i riflettori. Il racconto preoccupante di adolescenti senza controllo disposti a tutto per un attimo di notorietà. Ragazzini bisognosi di attenzioni attirati come gazze ladre dal luccichio della ricchezza e della fama convinti che la walk of fame sia l’unica strada da percorrere per raggiungere la felicità e il successo.

WORLD  WAR Z
Brad Pitt eroe di un’apocalittica guerra mondiale contro gli zombie
Per tutti quelli che amano i grandi film catastrofici all’americana e hanno una passione per gli zombie o… per Brad Pitt
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Gerry Lane è un ex agente delle Nazione Unite che si è ritirato per stare più vicino alla sua famiglia.
Una mattina, mentre è in macchina con le sue due bambine e la moglie bloccato nel traffico di Philadelphia, scoppiano il caos e il panico. Delle persone affette da un male sconosciuto si avventano sui passanti contagiandoli e trasformandoli in esseri spaventosi.
Le Nazioni Unite chiedono a Gerry di tornare in servizio per aiutarli a trovare un rimedio a quest’epidemia dilagante che si sta diffondendo in tutto il mondo, in cambio metteranno in salvo la sua famiglia su una nave del governo. Lane accetta l’incarico e parte alla ricerca di informazione sugli zombie e di un vaccino per salvare l’umanità.
 Negli ultimi anni sta dilagando una grande mania per  i "non- morti": vampiri, zombie e improbabili creature dell’aldilà sono protagoniste delle uscite sul grande schermo, da film epici come “Io sono leggenda” a commedie romantiche come “Warm bodies”innescando un business miliardario di gadget e videogames che gli accompagna.

  Anche Brad Pitt non ha saputo resistere alla tentazione e la sua piccola casa di produzione , la Plan B, insieme al colosso Paramount  hanno ottenuto i diritti per la trasposizione cinematografica (alcune indiscrezioni dicono che tra i possibili acquirenti c’era anche la Casa di produzione di Di  Caprio) dell’omonimo romanzo di Max Brooks (figlio di Mel) : "World war Z",”La guerra mondiale degli Zombie”.
Il film è  diretto da Marc Forster. L’adattamento del libro e la stesura della sceneggiatura sono state sofferte. Ci hanno lavorato ben tre sceneggiatori. Per primo, nel 2007, Micheal Straczynsky,  (autore di “Tohr”e Changeling) che ha optato per un’impronta dark, poi è stata la volta di Matthew Micheal Carnahan che ha preferito alleggerire lo script da parti del libro che non avrebbero  funzionato sullo schermo. Le riprese sono iniziate nel luglio del 2011 prima che lo script fosse finito ed  è stato chiamato Damon Lindelof (tra i suoi lavori: Lost, Prometheus) per riscrivere il finale. Insomma il making of non è stato semplice e ci sono voluti due anni per realizzarlo.
Le scene sono state girate principalmente a Malta, Glasgow, , Budapest, la Cornovaglia e Filadelfia.
Gli zombie qui sono diversi da quelli di Romero o dei vecchi horror: non sono cadaveri che camminano ma predatori mostruosi che si muovono velocemente e si moltiplicano avventandosi come un’orda immensa  dicavallette affamate sulle loro vittime. Il tema centrale è la  lotta alla sopravvivenza, con riferimenti al problema della sovrappopolazione che coinvolge il nostro pianeta.
Anche se gli zombie sono realizzati quasi interamente a computer, la troupe ha studiato i comportamenti delle Nazioni Unite nei luoghi di pericolo per cercare di rendere le scene il più realistiche possibile.
Pitt oltre che produttore è anche il protagonista, Gerry Lane. Un agente delle Nazioni Unite padre di famiglia dal cuore tenero  impegnato a trovare un modo di salvare l’umanità e assalito dai sensi di colpa per aver dovuto abbandonare moglie e figlie. Con quegli occhi azzurri e il viso da bravo ragazzo anche se solcato da qualche ruga, Brad è proprio perfetto per la parte dell’eroe .
Nel cast anche Mireille Enos, Matthew Fox (Lost) e il nostro Pierfrancesco Favino  che conferma la sua bravura artistica nel collaborare anche a produzioni internazionali.
Un action movie  avvincente e catastrofico ma non spaventoso,  una lotta di astuzia e velocità  contro il tempo per salvare l’umanità dalla minaccia di un esercito di morti viventi.





















L’UOMO D’ACCIAIO
Le origini  del supereroe per eccellenza con la S maiuscola,  un’ innovativa versione alla Nohlan carica di  speranza e umanità
Per tutti quelli che vogliono vedere un reboot innovativo e moderno della storia di Superman
Il pianeta di Krypton ha esaurito le risorse naturali ed è destinato a distruggersi. Mentre il generale Zod sta per attuare un colpo di stato, succede qualcosa di straordinario: la moglie dello scienziato e luminare di Krypotn, Jor- El, dà alla luce un figlio, Kal, questa è la prima nascita naturale e non programmata artificialmente sul pianeta dopo secoli. Per mettere in salvo il figlio Jor-El  lo imbarca su una navicella con il codice genetico del suo popolo e lo lancia nello spazio verso la terra nella speranza che lì possa sopravvivere.
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Kal  viene trovato dai coniugi Kent in Kansas, questi gli danno il nome di Clark  e lo crescono con amore. I genitori adottivi capiscono ben presto che il bambino  ha poteri straordinari e gli consigliano di non manifestare in pubblico la sua forza ma di avere pazienza e buon senso  perché il mondo non è ancora pronto ad accettarlo.
Diventato adulto Clark decide di partire alla ricerca delle sue vere origini e di risposte.Trova una nave spaziale precipitata sulla terra anni prima, qui può parlare con l’ologramma del suo padre biologico. Jor –El gli spiega le sue radici  e che lui incarna la Speranza di sopravvivenza di Krypton  e di un nuovo inizio di collaborazione con il genere umano.  Il generale Zod e i suoi uomini, miracolosamente sopravvissuti alla fine di Krypton, sono sulle tracce di Kal decisi a ritrovarlo e utilizzare il codice genetico da lui custodito per distruggere gli umani e far rivivere Krypton sulla terra, solo Superman può fermarlo.
Film diretto da Zack Snyder con  Christopher Nolan e David Goyer che hanno collaborato alla sceneggiatura. Prodotto dalla Warner Bros che controlla la Dc comics casa editrice di Batman e Superman.  Sembra una velata risposta alla dilagante “comics mania” della concorrente Marvel che ha fatto rivivere sullo schermo tutti i suoi fumetti sfruttando il successo al box-office per produrre improbabili sequel su sequel.
Questa versione di Superman è un reboot (cioè un nuovo inizio, il contrario di un remake) radicale rispetto ai precedenti. Qui si vede l’impronta innovativa di Nolan che già con il suo “Cavaliere oscuro” aveva creato un Batman unico. L’uomo d’acciaio non è però un melodramma dark ma una storia che parla di ottimismo, di speranza e di umanità.
L’intento è quello di creare un supereroe con i muscoli d’acciaio e il cuore umano e fragile. La parola d’ordine per Snyder è realismo, il regista vuole rendere il più veritiere possibili le difficoltà fisiche e psicologiche che Clark deve affrontare nella difficile ricerca della sua vera identità e il disagio di sentirsi diverso.
Un ruolo fondamentale qui è la figura dei suoi due padri quello adottivo: Jonhatan Kent (Kevin Costner) mentore di saggezza e equilibrio e il padre biologico Jor – El (Russel Crowe): una guida che lo aiuta a scoprire le sue origini e come controllare i suoi poteri.
Henry Cavill  è  il protagonista. Finalmente  l’attore inglese (dopo i provini falliti per la parte di Bond, di Cedric Diggory in Harry Potter e di Superman del 2001)  è riuscito a ottenere un ruolo di successo che, a suo dire, ha sempre sognato di interpretare. Cavill ha dovuto allenarsi duramente per indossare la tecnologica tutina superaderente di Superman che, in questa versione, è blu metallizzato ed è  resa più tecnologica e moderna. Ha messo su 10 kg di muscoli, il risultato: un big Jim statuario di  1,89 con solo il 5% di grasso corporeo.
La rossa Amy Adams veste, invece,  i panni di Lois Lane,la curiosa giornalista del Daily Planet amica fedele di Superman. L’attrice, che ha alle spalle quattro nomination agli oscar, ha dichiarato di sentire sua quella parte e di essersi sempre identificata in Lois (anche se, a dire il vero, questo sembra più una trovata pubblicitaria che una reale confessione).
La cittadina di Smalville è stata riprodotta a Plano, un paesino vicino a Chicago mentre le scene di Metropolis sono state girate a Chicago e Krypton è stato costruito a Vancouver.
 Clark, Kal, Superman; tanti nomi per definire le tappe di  un percorso di formazione alla ricerca di se’ stesso e delle proprie radici di un unico superuomo d’acciaio.


































UNA NOTTE DA LEONI 3
Il “branco” insolito di amici  ancora insieme per un’ultima esilarante, pazza  e irriverente avventura on the road
Per tutti quelli che non vogliono perdersi l’ultimo divertente capitolo della saga comica che negli ultimi anni ha fatto piegare in due dalle risate mezzo mondo e ha sbancato il botteghino
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Dopo l’ultima bravata di Alan (ha bloccato un’ intera autostrada dopo che la  giraffa che trasportava è stata decapitata da un cavalcavia) e l’improvvisa morte del padre,  la madre e la sorella decidono di chiedere aiuto ai suoi amici: Doug, Stu e Phil per convincerlo a farsi ricoverare in una clinica psichiatrica.
I ragazzi decidono di accompagnare loro Alan alla clinica, durante il viaggio in auto però vengono assaliti dagli uomini  del gangster Marshall, quest’ultimo sequestra Doug e chiede, in cambio della libertà dell’amico   a Stu ,Phil e Alan di consegnargli il pazzoide Mr Chow,evaso dalla prigione di Bangkok, che ha rubato 21 milioni di dollari in lingotti d’ oro a Marshall.
Da qui cominciano le disavventure del terzetto alla ricerca di Chow che li porterà in un viaggio allucinante tra Tijuana e Las Vegas.
Terzo capitolo della fortunata saga comica diretta da Todd Philips che è stato proclamato l’uomo più divertente di Hollywood (tra i suoi lavori precedenti:”Road trip” e “parto col folle”) . Quando uscì nel 2009  il primo “Una notte da leoni” nessuno della produzione si sarebbe aspettato l’enorme successo che ha avuto questo film partito come una scommessa azzardata e con un budget limitato. Ha avuto un record assoluto d’incassi diventando la commedia per adulti più vista di tutti i tempi  nel mondo. Un’ eccezione straordinaria perché in genere la comicità americana non ottiene molta popolarità al di fuori dei propri confini.
Dopo un secondo episodio un po’ sottotono e troppo simile al primo (sempre lo stesso tema: addio al celibato, il risveglio dopo una notte all’insegna degli eccessi di cui non si ricordano nulla) Philips ci riprova con una “Notte da Leoni 3” .  Quest’ultimo capitolo  è un sequel dei precedente ma senza  matrimoni ,droghe o sbornie. E’un atipico “road movie” che parte con il funerale del padre di Alan e prosegue con  una folle corsa alla ricerca di Mr. Chow.
Il  cast composto dal quartetto Stu, Doug, Alan e Phil è confermato con qualche novità.
Protagonista indiscusso è Alan interpretato dall’attore Zack Galifianikis; il pazzo bambinone troppo cresciuto autore di gag esilaranti e portatore di guai che  con la sua comica e delirante espressività è sempre stato il cuore  del gruppo. Qui  continua a combinarne di tutti i colori ma la sua vita giunge a una svolta quando incontra la sua anima gemella, una commessa poco attraente e un po’ svitata che ha il volto dell’extralarge Melissa Mc Carty (la Sookie di “Una mamma per amica”). I due si esibiscono  in un Il goffo corteggiamento a  suon di passaggi di lecca lecca  a rallentatore che intenerisce, disgusta e fa sorridere.
Un’altra new entry è  il mastodontico John Goodman nei panni del cattivo della situazione: Marshall.
Bradley Cooper è Phil, il belloccio e spavaldo del gruppo.  l’attore ne ha fatta di strada dai tempi di “Alias” e questi sono anni fortunati per lui che  ha recitato anche nel “lato positivo” e in “come un tuono”.
Stu , il dentista perfettino che è sempre vittima di sfortunati eventi paradossali è Ed Helms mentre il marginale personaggio di Doug è interpretato da Justin Bartha.
Ritorna la spogliarellista Jade, (Heater Grahm) già vista nel primo film.
Infine non si può non nominare Mr Chow, l’irriverente asiatico cocainomane dal carattere poliedrico e misterioso dagli ambigui gusti sessuali. Uno squilibrato, affezionato ad Alan  a metà tra amico e nemico. Ne veste i panni Ken Jeong, un ex medico di origine sud-coreana.
Una  commedia demenziale e un po’ scurrile tutta da ridere con situazioni al limite dell’assurdo e personaggi deliranti.
Un   ruggente finale per il branco di amici ; un ritorno a Las Vegas dove tutto ha avuto inizio tra vicissitudini paradossali, animali insoliti, sentimenti e pura follia.




FAST & FURIOUS 6
 DOMINIQUE TORETTO RIUNISCE ANCORA UNA VOLTA LA SUA “FAMIGLIA”DI PILOTI “VERY FAST” E SPERICOLATI   PER UNA NUOVA AVVVENTURA MOZZAFIATO  IN CUI NON MANCANO  CORSE IN MACCHINA AD ALTA VELOCITA’, COLPI DI SCENA ED EFFETTI SPECIALI DA SBALLO

PER TUTTI QUELLI CHE SONO APPASSIONATI DI MOTORI E DELLA FORTUNATA SERIE
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Dopo la rapina milionaria portata a termine a Rio, la squadra  capeggiata da Dominique Toretto si è ritirata per godersi la refurtiva. Dom vive in spagna con Brian che ha avuto un figlio con Mia.
Tutto sembra procedere al meglio fino a quando l’agente Hobbes chiede a Dom di riunire il suo team per aiutarlo a catturare una banda di piloti mercenari  che sta mettendo a segno delle rapine. Tra i criminali pare vi sia anche Letty, l’ex di Toretto che  tutti credevano morta. In cambio della collaborazione l’agente offre il perdono e la libertà per tutti i componenti della “famiglia”.
Dom  fiducioso  di poter ritrovare Letty accetta e  con la sua squadra si prepara ad affrontare questa missione.
Questo è il sesto capitolo della serie ed è diretto da Justin Lin.
Il film è stato girato tra le Isole Canarie, Tokio, Londra, Israele e Hong Kong. Un mix di location vario che permette di alternare scene di corsa su arroccate strade picco sul mare a inseguimenti in mezzo al traffico cittadino.
Come in tutti gli altri episodi protagoniste indiscusse della scena sono le macchine modificate per l’alta velocità, pertanto è doverosa una breve digressione .Qui gli intenditori potranno notare una Mark 1 Ford Escort del 1978 di Brian O’Connor (Paul Walker), mentre Letty (Michelle Rodriguez) ha una Jensen Inceptor del 1973, per Tej (Chris “Ludacris” Bridges) una Lister,il cattivo Shaw(Luke Evans) è al volante di  una Aston Martin DB9 del 2012 e infine Dominique Toretto (Vin Diesel) guida una Dodge Challenger del 2010 e una Dodge Daytona del 1969.
Nel cast troviamo ancora i soliti protagonisti tra cui il palestrato Vin Diesel nei panni di Dominique Toretto; nessuno meglio di lui poteva indossare canottiere da muratore e  interpretare un californiano tamarro  con i modi omertosi da mafioso  che chiama il suo gruppo “famiglia”.
 Il bel Paul Walker  interpreta l’ormai ex agent Brian O’ Connor. Con i suoi magnetici occhi blu e il fare da bravo ragazzo l’attore si presta alla parte di ex – agente passato dalla parte dei criminali. L’amicizia  tra i due è diventata  più solida, soprattutto ora che sono legati da un rapporto di parentela visto che Brian ha avuto un figlio con Mia, sorella  di Toretto.
Qui ritorna anche il mastodontico Dwayne Johnson (agente Hobbes) , ex giocatore di Wresling,  che ha fatto la sua prima apparizione nell’episodio 5 .
Permettetemi due parole sul look; c’è da dire che tanto è stato alto il badget per le auto tanto è stato basso per i costumi.
Infatti per  Vin Diesel la scelta sempre sulla classica canottiera intima super-attilata per mettere in mostra i suoi muscoli, mentre per Paul Walker tristissime camicie low cost  e oversize che non rendono merito all’attore.  Il gigantesco  Dwayne Johnsonn, è strizzato in magliettine aderenti in cui i suoi pettorali pompati sembrano scoppiare. Per finire immancabili signorine vestite con shorts e top che lasciano poco spazio all’immaginazione. Certo sono dettagli  adatti a questo genere di film ma che non si può evitare di notare con un pizzico di sarcasmo.
Gli episodi 4 e 5 sono strettamente collegati a questo da un “fil rouge” ; il regista ha voluto dare una continuità nella scelta degli attori principali e nella trama, una decisione che si è rivelata vincente perché crea aspettative e suspance nello spettatore.
Tra le novità il nuovo cattivo, Shaw(Luke Evans) e  il ritorno di una  Michelle Rodriguez (Letty) più combattiva e agguerrita che si esibisce  in atletiche scene di lotta.
In fast & Furious 6  Justin Lin ha calcato la mano con gli effetti speciali inscenando esplosioni pazzesche, acrobatici numeri in auto e addirittura con un carro armato,  il tutto a ritmo di rap e disco.
Preparatevi  e scaldate i motori per questo action movie adrenalinico  tra inseguimenti in auto a tutta birra, amori ritrovati  e una rombante esplosione di testosteronico esibizionismo.






































IL GRANDE GATSBY
Il sogno americano, il lusso e gli eccessi dei ruggenti anni 20  riprendono vita sullo schermo visti con lo sguardo di Baz Luhrmann: un tripudio di paillettes, passione e illusione a ritmo di un chiassoso e travolgente hip hop
Per tutti quelli che vogliono vedere una versione più  moderna ma fedele nei contenuti, del grande Romanzo di Fitzgerald   
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Nick Carraway, un giovane aspirante scrittore del Midwest, si trasferisce a Long Island,  nel West Egg in una villetta che confina con lo sfarzoso palazzo del signor Jay Gatsby.  Il vicino di casa organizza spesso feste grandiose a cui lui non prende mai parte,chi sia veramente Mr. Gatsby è un mistero che nessuno conosce e che alimenta i pettegolezzi più disparati.
Nick è cugino della dolce e ricca Daisy  Buchanan sposata con un ex- campione di polo, il fedifrago  Tom Buchanan e viene invitato a passare un po’ di tempo con loro e con la giocatrice di golf Jordan, una cara amica della coppia. Daisy e Gatsby si erano amati in passato e Gatsby , che in realtà aveva origini umili, aveva passato cinque anni per costruirsi, con mezzi illegali,  un’immagine rispettabile e ricongiungersi con la sua amata. Venuto a sapere del legame di parentela che lega Daisy a Nick chiede a quest’ultimo di organizzargli un incontro per rivederla. Tra i due si riaccende la passione e Nick viene travolto  dallo sfarzo del fatuo  mondo dell’età del jazz  in un  intricato intreccio di relazioni, amori e tradimenti destinato a dissolversi.
Il film, diretto da Baz Luhrmann,  è stato girato a Sidney e l’uscita prevista per Dicembre, è slittata a maggio a causa del maltempo che ha ritardato le riprese.  Ha inaugurato  il festival di Cannes ottenendo una gelida risposta dalla critica ma un grande successo nel pubblico. Il regista di “Moulin Rouge” ha scelto  di dare un’ impronta moderna e particolare discostandosi dalle tante precedenti versioni cinematografiche del romando di Fitzgerald, tra cui, la più famosa,  è quella del 1974 con Robert Redford e Mia Farrow. Del resto si sa Luhrmann  è tutto tranne che convenzionale e ha  creato  un’opera unica e anacronistica attualizzando gli anni 20 per rendere la storia più vicina allo spettatore pur restando fedele ai contenuti del testo a parte qualche piccola licenza poetica.
Così calca la mano sulle  opulente e affollate barocche feste in piscina che diventano un tripudio esagerato di colore, lustrini, fontane di champagne con ballerini che si scatenano a ritmo di  hip – hop. Il palazzo di Gatsby traspira lusso e le sue iniziali sono incise ovunque sul pavimento, sulle colonne... quasi a voler ricordare a tutti che è stato lui a costruirsi quell’impero dorato. Niente è troppo per rappresentare l’era Americana  più trasgressiva.
Grande sfarzo anche nei  costumi e negli accessori scelti dalla costumista Catherine Martin (moglie di Luhrmann) con la collaborazione di Miuccia Prada e Tiffany. Una sfilata di abiti tempestati di brillanti swaroswky, ricami preziosi, bizzarri cappellini, tiare principesche e gioielli da mille e una notte creando uno stile anni 20 a metà tra tradizione e innovazione.
Gli uomini sono stati vestiti con abiti di Brooks Bros, marchio amato dallo stesso Fitzgerald
  Nella colonna sonora  niente Jazz ma pezzi di Jay Z, Beyonce, Fergie e Lana del Rey, un ritmo che, nonostante non rispetti la realtà storica, funziona e rende  la visione più   coinvolgente. Unico scivolone tecnico  la scelta di sperimentare il 3d che, per un film di questo genere,  si è rivelato  inutile.
Sono, però  i personaggi  con i loro  ruoli intriganti il vero cuore della vicenda. Per questo è stato selezionato  il cast con scrupolosa attenzione alla personalità , alla fisicità  e al feeling tra le star di Hollywood.
Gatsby è interpretato da un talentuoso Leonardo di Caprio. L’attore sembra perfetto nel ruolo del dandy sognatore dando una grande prova di classe e professionalità che non ha  niente da invidiare a Robert Redford (Gatsby nel 1974). Il suo ruolo non era semplice perché richiedeva una grande espressività e gestualità. Memorabile la scena in cui sul molo allunga la mano  verso  il faro che lampeggia davanti alla casa della sua amata  come a volersi riavvicinare a lei e stringe il pugno nel tentativo di afferrarla ma invano. Il suo è un amore ossessivo e malato; vuole “ripetere il passato”, avere la sua occasione come se quei cinque anni non fossero mai trascorsi. Un uomo orgoglioso che ha passato la vita a “mirare in alto”.
Brava anche Carey Murrigan (già vista in “Drive” con Ryan Gosling”), l’attrice dai lineamenti delicati,  veste i panni della fragile e frivola Daisy,  una creatura docile e viziata che si trastulla  negli agi della sua ricchezza. Anche se turbata dalla nostalgica passione  per Gatsby, ha un comportamento infantile e egoistico  incapace di grandi cambiamenti.
Tobey Maguire è Nick, la voce narrante che si trova spesso nell’imbarazzante ruolo di terzo incomodo. L’attore conosce di Caprio dai tempi delle superiori e il regista ha voluto farli lavorare insieme per rendere al meglio l’amicizia sincera che nasce tra  i due. Anche se Nick è molto diverso dal protagonista,  è modesto e morigerato, è l’unico che riesce veramente a capirlo.
 Isla Fisher è la volgare Myrtle Wilson, l’amante di Tom Buchanan .  E’ sposata con un umile benzinaio che disprezza e vive nella parte periferica e povera di New York. La donna si lascia comprare dai lussuosi regali di Tom sperando, invano,  di poter diventare anche lei una vera signora.  Il personaggio rappresenta l’altra faccia della medaglia, lo squallore che sta dietro gli opulenti sprechi dell’ ”upper class”. In questa  versione  è molto evidente la contrapposizione tra i due mondi e la mancanza di una “middle class”, gli estremi  tra una spasmodica ricchezza e una  terribile povertà presagio dell’imminente crisi.
Infine Tom Buchanan (Joel Edgerton) è un uomo spavaldo e arrogante, nobile di sangue ma dai modi rozzi  tradisce ripetutamente la moglie  ed è  interessato solo al  suo divertimento.
Sullo sfondo di un America degli eccessi dominata dalla ricchezza  e dal degrado  la storia d’amore e passione dell’unico vero gentiluomo. Un idealista, un  sognatore, un romantico nostalgico che ha passato gli anni migliori della sua vita rincorrendo Daisy, la sua Daisy;  un' illusione, una chimera così vicina ma così inconsistente e irraggiungibile come il faro verde che illumina la baia di  West Egg.




L’UOMO CON I PUGNI DI FERRO
Un sanguinoso collage senza personalità di citazioni di vecchi film di kung Fu e della blaxploitation  patrocinato da Quentin Tarantino
Per tutti quelli che  vogliono vedere il deludente esordio alla regia del rapper  Rza 
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Nella Cina Feudale, in una località chiamata Jungle Village, un fabbro americano di colore di nome Thaddeus è costretto a fabbricare armi per i clan più potenti della zona nel tentativo di accumulare una somma di denaro sufficiente per poter liberare la sua amata, Lady Silk, dal bordello in cui lavora, il Pink Blossom e scappare con lei. Senza volerlo Thaddeus viene coinvolto tragicamente nelle lotte di potere dei clan . Verranno in suo aiuto  un maestro di Kung e  un mercenario inglese,  Knife,  abile con il coltello.
Film che vede il debutto alla regia del rapper Rza, famoso per aver curato la colonna sonora di “Kill Bill”.  In nome di questa collaborazione il regista Quentin Tarantino ha sponsorizzato l’uscita nelle sale dell’ “uomo con i pugni di ferro”. La dicitura sulle locandine “Quentin Tarantino presenta” trae in inganno lo spettatore che potrebbe scegliere la visione solo in nome  dello stile inconfondibile del grande regista. In  realtà è una grande delusione; con la sua pellicola Rza trasmette la sua passione per il genere Tarantiniano e per il mondo  Kung Fu della mitica casa di produzione Shaw Brothers scopiazzando qua e là. Così scene di combattimenti cruenti e quasi ridicoli  con teste mozzate e fiumi di sangue, si alternano  a riferimenti alla  blaxploitation (neologismo per indicare un genere di film  contro lo schiavismo letteralmente significa “sfruttamento del nero”) che ricordano “Django Unchained”  (lo stesso attore Henry Smith alias Thaddeus doveva comparire in Django) e a digressioni  sull’arte rituale dei cavalieri di arti marziali.
Nel cast troviamo un appesantito Russel Crowe nei panni di un inglese mercenario divertente e  scaltro che da’ un po’ di brio al noioso susseguirsi di duelli e sfide.  In un’ambientazione orientale non poteva mancare una venere asiatica come Lucy Liu che interpreta la  proprietaria del Pink Blossom, un mix di fascino  letale e astute mosse di combattimento. Il tutto a ritmo di hip hop e rap.
Una pellicola ambiziosa che vuole stupire a tutti i costi con effetti speciali, uomini di ottone e armature di ferro  ma una volta tolta la corazza di belle aspettative rimane solo un prodotto di bassa qualità  realizzato da un principiante.
  








IRON MAN 3
L’eroe dei fumetti Marvel più spavaldo e ironico svela le debolezze e le paure dell’uomo che sta dietro la maschera
Per tutti quelli che hanno visto gli altri capitoli di Iron Man e the Avengers   
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Il plurimiliardario Tony Spark ,dopo aver vinto la battaglia contro gli alieni a New York con la squadra dei Vendicatori, è  tormentato dall’ansia e dall’insonnia, soffre di attacchi di panico. Si chiude nel suo laboratorio e si dedica morbosamente alla creazione di nuovi prototipi di robot perché teme di non essere in grado di difendere se’ stesso e le persone che ama come la fedele compagna Pepper.
Iron Man dovrà scontrarsi contro il leader di un organizzazione terroristica internazionale che ha come bersaglio il Presidente USA, il Mandarino e  la minaccia di un nuovo potente virus “Extremis” in una lotta che lo metterà a dura prova. A complicare le cose il ritorno di una ex fiamma, Maya hansen una scienziata coinvolta nella scoperta del virus.
In questo terzo capitolo della saga dell’uomo d’acciaio  la regia è passata a Shane Balck.Mentre John Favreu( il direttore dei capitoli precedenti) veste i panni della guardia del corpo  Happy.
Black è  regista e sceneggiatore, ha una reputazione legata soprattutto ai film d’azione come “Arma letale”. Conosce  bene  l’attore Robert Downey Jr perché ha già lavorato con lui in “Kiss Kiss Bang Bang”.
 Robert Downey Jr, famoso  per i suoi precedenti di droga e la sua arroganza,  si cala perfettamente nella parte del narcisista e impertinente Tony Stark.  L’attore ha  dichiarato in un’intervista “è difficile capire dove finisce Tony e dove inizio io” confessando di essere molto legato al suo personaggio perché come lui ha dovuto toccare il fondo per poi risalire.
Uno dei  cattivi  della storia è il Mandarino, interpretato da Ben Kinsinger. Gli appassionati   resteranno però un po’ delusi perché quest’ultimo è diverso da quello dei fumetti originaIe: non ha superpoteri come il controllo della mente o la facoltà di sparare raggi d’energia, è solo un simbolo dell’organizzazione terroristica, una sorta di Bin Laden antiamericano.
Nella pellicola  vi è anche l’incontro e l’amicizia con un bambino di nome Harley che lo aiuterà a ricostruire l’armatura distrutta nel suo garage, un classico di Spielbergiana memoria  (come per esempio già in E.T. ). Questa è stata definita dall’attore Guy Pearce (qui è Aldrich Killian lo scienziato che ha scoperto il virus extremis) fase“sci-fi Capra”, cioè un momento di realismo sentimentale e fantascienza. Nella sceneggiatura riferimenti anche ai thriller di Tom Clancy e Micheal Crichton.





Nel film viene citato l’episodio dell’invasione aliena a New York di “the avengers”ma non compare nessun altro supereroe. Il boss della Marvel Kevin Faige,  ha dichiarato che l’intento di Iron Man 3 è quello di concentrarsi solo sul protagonista. E’ un viaggio introspettivo nella mente di Tony Spark alla ricerca di se stesso, dell’uomo nascosto sotto la corazza d’acciaio.  Iron man appare indebolito e combattuto, in molte scene si trova a dover combattere senza il costume affrontando le sue paure. E’ l’armatura che fa l’uomo o l’uomo che fa l’armatura? :Questo è il dilemma il confine tra il robot e l’essere umano.



Il difficile momento di crisi esistenziale e l’indebolimento del protagonista potranno forse ricordare a qualcuno  “Il cavaliere oscuro il ritorno”, il finale della trilogia di Nolan ma questo non è stato studiato per essere la puntata finale. La Marvel ha infatti in programma la produzione di “The vengers 2”.


Le aspettative su questo cinecomic erano veramente alte, tanto che il budget di produzione è stato di ben 200 milioni di dollari e questo spiega l’enfasi sulla crisi esistenziale di Spark, l’intento di creare un capitolo di svolta differente dai precedenti e inaspettato.


Tanto patriottismo filoamericano, l’ironia e l’ego arrogante di Robert Downey Jr e il delicato dualismo tra la forza dell’eroe e la fragilità dell’uomo  nel film evento per tutti i fan dei fumetti Marvel.



















  

HITCHCOK
Un biopic – thriller  introspettivo e psicologico sulla  vita e la realizzazione del più grande capolavoro del maestro del brivido
Per tutti quelli che vogliono saperne di più su Hitchcok e su Psyco
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Alfred Hitchcock, dopo il successo di “Intrigo internazionale”, è alla ricerca di un nuovo soggetto ma   si trova privo di ispirazione. Si appassiona al romanzo “Psycho”di Robert  Boch, un libro di scarso successo per i temi scabrosi e morbosi trattati.  Proprio questi particolari  però   convincono “Hitch” a chiedere alla Paramount di produrre il film. La casa cinematografica si rifiuta, il regista convinto del potenziale della sua opera decide di autofinanziare il film con i suoi risparmi. La fedele moglie Alma Reville, abile sceneggiatrice,  sostiene la sua impresa e si occupa della revisione dei copioni. Per risparmiare il film viene girato negli studi Universal con la troupe della sua serie televisiva.  Le riprese procededono con difficoltà a causa delle continue obiezioni della censura ma Hitchcock è deciso ad andare fino in fondo.
La regista Sacha Gervasi  ha preso spunto dal libro di Stephen Rebello “Hitchcock- L’incredibile storia di Psycho” per realizzare quest’opera.
Spettacolare l’interpretazione di Antony Hopkins nei panni protagonista; l’attore è reso irriconoscibile dal trucco realizzato dall’abile mano del mago del make-up Howard Berger. Il risultato è un ritratto fedele del panciuto e iconico regista.
Nel cast  troviamo anche il premio oscar Helen Mirrer (il suo più grande successo è “The Queen”)  impersonare Alma  Reville, la moglie del grande genio. Una donna forte e fedele che è sempre stata accanto al marito nella vita e nella carriera nonostante le  sue stranezze, i vizi e l’ ossessione  per le attrici bionde vere e proprie muse dei suoi film.
Il cuore della pellicola è la difficile  realizzazione di Psyco ( 1960),raccontata nei minimi particolari: dalla scelta di  Janet Leight  (Scarlett jhonson) per il ruolo della protagonista Marion Crane, al montaggio della famosa scena della doccia, alla scelta dell’inquietante e geniale colonna sonora. 
Le ansie e i morbosi pensieri  del regista si mescolano all’inquietante trama di Psyco confondendo lo spettatore incapace di distinguere il reale dalla finzione. Ci si trova di fronte a  uno spettacolo dentro lo spettacolo.
E’ un film che documenta e svela interessanti retroscena del making of di un grande cult.
Un viaggio  nella mente perversa   e avida di sangue di Alfred Hitchcock .
 Un biopic ( per i profani cinefili  altro non è che un termine preso dal gergo inglese per definire il genere autobiografico)- thriller introspettivo e psicologico   sulla vita e la realizzazione del più grande capolavoro del maestro del brivido.

COME UN TUONO

Un   tormentato racconto di vite e destini che si intrecciano a metà tra melodramma e action movie
Per tutti quelli che vogliono vedere  Ryan Gosling,  definito da molti il James Dean dei giorni nostri,  nei panni   di un centauro maledetto

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Luke è un motociclista sbandato che lavoro in un circo itinerante. Rivede una sua vecchia fiamma, Romina e scopre di avere un figlio.  L’inaspettata paternità  lo cambia, egli decide di non viaggiare più per stare vicino al bambino e occuparsi di lui.  Cerca di rigare dritto ma non funziona, così si fa ingolosire dall’ opportunità di soldi facili e comincia a rapinare le banche sfruttando la sua abilità nel correre in moto per fuggire. Come recita la frase tormentone del film: “se corri come un fulmine ti schianti come un tuono”; troppe volte  Luke sfida il destino e un giorno  la sua strada si incrocia tragicamente  con quella del poliziotto Avery  Cross, anch’ egli padre di un bambino.
Quindici anni dopo i figli di Luke e Avery, ormai adolescenti,  si conoscono e diventano amici ma le ombre del passato dei loro padri porteranno a violenza e vendetta.

Questo film consacra l’immagine  di bello e maledetto di  Ryan Gosling, la sua performance è commuovente; veste i panni di un centauro  sbandato che cerca di assumersi le sue responsabilità come padre ma sceglie la via sbagliata, la scorciatoia dei furti e diventa un criminale. Da molti è stato definito il nuovo James Dean,  ricordando anche “Drive” (il film in cui corre in auto) e “Blue Valentine” (un dramma coniugale  presentato al Festival di Cannes nel 2010 e arrivato in Italia il 14 febbraio con 3 anni di ritardo).
Nel cast altri attori di spicco come Eva Mendes nei panni di Romina e Bradley Cooper (protagonista del “Lato Positivo”) che interpreta il poliziotto Avery Cross.  Un personaggio complesso che crede nella giustizia e si trova a dover fare i conti con i sensi di colpa per un suo atto di difesa e la corruzione del dipartimento in cui lavora.
La pellicola è divisa in tre episodi, tre strade che si incrociano e si scontrano: Prima la storia di Luke, poi quella de poliziotto e infine quella dei loro figli.
E’ interessante sapere  che alcune scene delle rapine sono state girate in una banca vera  con impiegati reali mentre le perfomance più  impegnative in moto sono state eseguite dagli stuntman.
Il regista Derek Cianfrance  ancora una  volta, dopo “Blue Valentine”,  sceglie un copione psicologico e sentimentale. La sceneggiatura è un’ introspettiva cronaca di vite e emozioni forti che racconta le reazioni umane a situazioni difficili senza giudicarle  o etichettarle;  non esiste il bianco o il nero,  non ci sono carnefici o vittime, niente eroi o cattivi,  solo la storia di due uomini che in modi diversi lottano per quello in cui credono.
Un tormentato racconto di vite  e  destini che si intrecciano a metà tra melodramma e action movie.










IL CACCIATORE DI GIGANTI
Un film a metà tra tradizione ed innovazione
Per tutti quelli che amano il genere fantasy e l’avventura           
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Jack è un giovane agricoltore, un giorno al mercato incontra un frate che gli dona in cambio di un cavallo un sacchetto di fagioli molto preziosi, lo avverte di fare attenzione e di non  farsi ingannare dall’apparenza . Il ragazzo, una volta ritornato a casa, senza volerlo, fa cadere nell’acqua un fagiolo  causando l’esplosione di una pianta gigantesca che sradica l’umile dimora e trascina con se’ la principessa Isabella rifugiatasi lì per scappare alle pressioni della vita di corte.  La pianta si erge fin sopra le nuvole dove, come narra un’antica leggenda, vivono i giganti. Jack, il fedele cavaliere Elmont e altre guardie del  re intraprendono una guerra contro i giganti per liberare la principessa.
Il film non è un remake ma prende liberamente spunto da due fiabe quella di “Jack l’ammazzagiganti” ( ispirata a sua volta da una leggenda scozzese) e la più nota “Jack e la pianta di fagioli” che è stata già oggetto di versioni cinematografiche di cui forse la più conosciuta è il cartoon di Walt Disney con topolino.
Per ricreare  il regno di Cloister  è stata scelta come location Norwich in Inghilterra e alcune scene degli interni del palazzo sono state girate nella cattedrale gotica locale.  Un posto ideale per questa sceneggiatura dal sapore tipicamente anglosassone.
Gli effetti speciali sono stati curati dalla “Third Floor", la compagnia leader del settore che ha lavorato in film come “Avatar”, “Il grande e potente oz”. La tecnica usata per riprodurre i giganti è quella della motion capture, utile per dare volume ai giganti e migliorare l’effetto 3d. E’ stata, inoltre, usata la epic red, una cinepresa compatta ad altissima risoluzione già usata da Peter Jackson in “Lo Hobbit”.
Il protagonista è interpretato da Nicholas Hoult   (l’ormai cresciuto bambino cicciottello di “about a boy”) che si dimostra bravo ma non eccezionale. Nel cast c’ è anche Ewan MacGregor nei panni di Elmont fedele guardia al servizio della principessa, la sua interpretazione brillante e ironica  alleggerisce scene scontate di eroico coraggio.
Un film a metà tra tradizione e innovazione, che segue la moda del momento di reinventare in chiave moderna le fiabe classiche (come per esempio in produzioni come“Il grande e potente Oz”,”Biancaneve e il cacciatore”) . Una leggenda prevedibile  in costume che parla di giganti e di una principessa in difficoltà,  un fantasy  avventuroso che punta troppo sulla tecnica e poco sulla sostanza.













IL LATO POSITIVO
Un film sulla pazzia e l’ottimismo
Per tutti quelli che credono nelle seconde occasioni      


Dopo aver trascorso un periodo in un ospedale psichiatrico per aver picchiato l’amante della moglie, Pat Solatano torna a casa dove, ad aspettarlo, c’è una madre ansiosa e un padre superstizioso ossessionato  dalle scommesse sulla squadra locale:i “Philadelphia Eagles”.
Il ragazzo è affetto da una forma di bipolarismo che lo porta a avere reazioni violente e esagerate.  Pat, però   vuole cambiare, passa molto tempo a leggere ed è deciso a diventare un uomo migliore, positivo per riconquistare l’ex moglie Nikki. Durante una cena a casa di un amico conosce Tiffany, una stramba vedova con problemi psichici, l’amicizia con la ragazza gli cambierà la vita.
Una "drama-commedia" di David O Russel che ha avuto ben  8 nomination agli oscar. L’attrice Jennifer Lawrence per la sua brillante interpretazione nella parte di Tiffany, una vedova dark e instabile, ha ottenuto l’oscar come miglior attrice ( per rinfrescarvi la memoria è l’attrice che è scivolata mentre saliva la scalinata per ritirare la statuetta ) ed è stata premiata anche a i golden globe.
Nel cast bisogna ricordare anche Bradley Cooper che si rivela un attore poliedrico e di talento interpretando il bipolare Pat e Robert De Niro nei panni del maniacale  signor Solatano, padre di Pat.
Il regista, David O’ Russel, conosce bene la malattia bipolare perché il figlio ne è affetto e ha aiutato Bradley Cooper a preparasi per il ruolo.
Il titolo originale è “Silver lining playbook” cioè letteralmente “l’orlo argenteo delle nuvole” come l’omonimo libro di Andrew Quick da cui è stata tratta la sceneggiatura.
Il film è a metà tra un’atipica “romantic comedy” e una “screwball comedy” (letteralmente “commedia svitata”); quest’ultimo è un termine usato per definire le commedie statunitensi degli anni 30 e 40  in cui c’è un incontro- scontro tra due personaggi che finiscono per innamorarsi dopo aver passato una serie di situazioni equivoche e bizzarre (l’emblema del genere è “accadde una notte” di Frank Capra). Nel "Lato Positivo" i personaggi sono due “veri”matti, due svitati con problemi che si trovano sull’orlo di un precipizio, in ogni momento la loro fragile stabilità psicologica può crollare ma riescono a aiutarsi a vicenda e ritrovare la felicità e l’amore.
Pat e Tiffany sanno cosa vuol dire essere diversi dagli altri, entrambi sono sotto farmaci e si ritrovano, durante una cena,  a scherzare sugli effetti collaterali dello Xanax e di altri psicofarmaci con una leggerezza che spaventa gli altri commensali, diventano  amici perché vivono tutti e due nello stesso mondo in cui l’anormale diventa semplice routine.
Per certi aspetti sembra di vedere un “reality” della vita del protagonista; vengono inscenati tanti aspetti di vita quotidiana  che mostrano  le difficoltà  e le varie sfaccettature della malattia mentale  con delicatezza e leggerezza.
Una pellicola sulla pazzia e l’ottimismo, sulle seconde possibilità , il cambiamento e la voglia di rialzarsi da una situazione difficile.
Il racconto delicato della camaleontica sindrome bipolare  e delle malattie mentali viste con gli occhi di chi le vive, un film girato  senza pregiudizi con sorprendente semplicità e umorismo.
 























IL GRANDE E POTENTE OZ


Un   magico e illusorio ritorno alle origini del fantastico mondo di Oz  
Per tutti quelli che hanno amato “il mago di oz”
Oscar Diggs, soprannominato Oz, è un prestigiatore da fiera, un donnaiolo  imbroglione che illude gli spettatori con trucchetti  da quattro soldi. Un giorno si rifugia su una mongolfiera per sfuggire a un nemico e si trova catapultato da un tornado nel  fantastico  e colorato mondo di Oz.  I bizzarri abitanti, fiduciosi in un’antica profezia,  credono che lui sia un potente mago che li salverà dalla perfida strega cattiva.
Quando Oz scopre che la ricompensa per l’ardua impresa è il trono del regno e il tesoro reale, si mette in viaggio sul sentiero di mattoni gialli  alla ricerca della strega.
James Franco(conosciuto come volto degli ultimi episodi di spider man)    veste i panni del protagonista.  L' attore è stata la terza scelta del regista Sam Reimi; infatti, prima di lui,  ha  proposto la parte a Robert Downey Jr e a Johnny Depp  ma entrambi hanno rifiutato.
Il film, prodotto da Disney pictures,   è un prequel del classico di L. Frank Baum “il mago di oz” e dell’omonimo indimenticabile pellicola del 1939. Questa è  un’opera speculare che prende  spunto  dal grande classico con Judy Garland. Tante sono le analogie: come  la contrapposizione cromatica tra il color seppia dei paesaggi del Kansas, da cui il prestigiatore proviene e  il mondo di Oz coloratissimo e sgargiante,  il  sentiero di mattoni gialli, gli scimmioni alati  e alcuni trucchi illusionistici del mago. L’idea del regista è quella di ricreare paesaggi il più possibile fedeli  all’onirico Paese   che Dorothy e i suoi amici (l’uomo di latta, lo spaventapasseri e il leone) hanno percorso nel capolavoro di Fleming.  Reimi centra l’obiettivo anche se, in alcune scene, si può notare l’influenza del produttore di “Alice in Wonderland” che ha collaborato al progetto.
 Non poteva certo mancare la figura della strega,  qui sono addirittura tre: Michelle Williams è Glinda la buona, Rachel Weisz è la perfida Evanora mentre Mila Kunis veste i panni dell’ingenua Theodora. Tre donne bellissime che metteranno a dura prova  Oz con il loro fascino.
Un folcoristico  mondo di fantasia e ingenuità   popolato da personaggi bizzarri con castelli, streghe e strane creature.
La storia del  mago di Oz, l’illusione di un sogno che riporta grandi e piccini alle origini dell'incantata  terra “al di là dell’arcobaleno”.




ANNA KARENINA
Uno spettacolo dentro lo spettacolo


Per tutti quelli che   amano le storie d’amore tragiche  


Anna Karenina è sposata con Karenin, un prestigioso funzionario dello Zar  e ha un figlio. Anna vive a San Pietroburgo e frequenta i salotti dell’alta società. La sua vita cambia quando si mette in viaggio per Mosca per incontrare il fratello fedifrago Stephan e intercedere in suo favore con la moglie Dolly. Sul treno  fa la conoscenza della contessa Vronskij e incrocia suo figlio  il conte Aleksej Vronskij,  tra i due nasce una passione irrefrenabile che li porterà alla rovina.
Il regista di “orgoglio e pregiudizio”, Joe Wright ha deciso di riprodurre al cinema un altro grande classico della letteratura e per farlo, ha scelto come protagonista l’attrice Keira Knightely, ormai una presenza fissa nei suoi prodotti, mentre  Jude Law è il freddo Karenin.  Il film ha ottenuto 4 nomination agli oscar(tra cui quella come miglior musica per i brani composti dall’italiano  Dario Maranelli)   ma si è portato a casa solo il premio per i migliori costumi.
Non è il primo adattamento cinematografico del romanzo di Tolstoj, sono almeno quattro le versioni precedenti tra cui il più celebre è quello del 1935 con Greta Garbo.  Questo però è veramente innovativo e originale.  Wright trasforma il set cinematografico in un palco teatrale realizzando uno spettacolo dentro lo spettacolo che ricorda  l’inizio del “Mouline Rouge” di Baz Lhurman.  Gli ambienti e  le scenografie sembrano di cartone, geniali inquadrature trasformano trenini giocattolo a vapore in veri treni con passeggeri e i personaggi  si muovono lentamente come marionette appese a un filo. Viene inscenata  la metafora della vita come teatro in cui tutti recitano una parte e sono vittime di un beffardo e crudele burattinaio.
Ogni particolare è ben studiato e significativo, Anna e il conte Vronskij vivono una relazione adultera e peccaminosa agli occhi della società ma  in molte scene in cui sono insieme da soli  indossano abiti bianchi, simbolo di purezza e candore. Un paradosso che rappresenta il divario della loro  passionale relazione privata in cui i due si sentono come una coppia a tutti gli effetti rispetto a quella pubblica illegittima.
Valzer, canzoni tradizionali russe e nenie di carillon  fanno da sottofondo musicale della vicenda.
I ritmi lenti  delle scene sono scanditi da continui viaggi in vaporosi treni  ghiacciati, simbolo importante di un triste presagio.
L’ardente fuoco di una passione travolgente nata nel gelido e innevato inverno russo,  un amore logorante e malato che porta a pazzia e disperazione. Una tragedia Russa, amore e morte, Eros e Thanatos guidano il destino di Anna Karenina e del conte Wronskij  nel loro ultimo drammatico ballo.



LES MISERABLES
Un vero musical struggente e coinvolgente  con interpretazioni da oscar
Per tutti quelli che non vogliono perdersi un capolavoro unico e commuovente


Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo pubblicato nel 1862. Narra la storia di Jean Valjean, un prigioniero condannato ai lavori forzati per aver rubato un pezzo di pane per il nipote affamato. Liberato in seguito a un’amnistia, prova a rifarsi una vita, cerca di redimersi ma il commissario Javier, il secondino della prigione, continua a dargli la caccia ossessionato dall’idea che un ladro non possa essere libero. Jean Valjean diventa sindaco e imprenditore, salva Fantine una ragazza madre, dalla prigione e prima che lei muoia, le promette di proteggere Cosette, la sua bambina. L’uomo cresce la piccola come una figlia, gli anni passano, Javier rincorre Jean Valjean come il gatto con il topo e la rivoluzione francese è alle porte.
La scelta di Tom Hooper, il regista, di portare in scena "les miserables" è stata piuttosto azzardata dato le innumerevoli versioni di musical teatrali  e cinematografiche già realizzate  ma è riuscito a creare un’opera spettacolare e unica che risplende di luce propria e offusca tutti i precedenti.

Ha ottenuto 8 nomination agli imminenti oscar tra cui miglior film, miglior attrice non protagonista (Anne Hathaway), miglior attore protagonista (Hugh Jackman), miglior canzone (“Suddenly”).
L’opera è interamente cantata e il cast è stato scelto con molta cura guardando anche le precedenti esperienze  musicali ( per esempio Cosette adulta è  Amanda Seyfeld  già vista in “Mamma mia “).
La particolarità di questa pellicola è che gli interpeti cantano e recitano davanti alla macchina da presa dal vivo, mentre in quasi tutti i musical le canzoni son preregistrate e gli attori si limitano al playback. Gli attori del cast  hanno dimostrato di avere un grande talento e di essere artisti completi, dei veri “animali da palcoscenico” capaci di immedesimarsi nei personaggi e trasmettere con la loro energica voce il dramma e il pathos protagonista del triste romanzo.
L’interpretazione di Anne Hathaway di “I dream a dream”,( il pezzo più famoso  e ricordato degli spettacoli di Broadway) le ha fatto conquistare la nomination nonostante il suo sia un ruolo minore. Per questa parte è dimagrita 11 chili e la sua  recitazione è talmente realistica che ogni parte del corpo, ogni muscolo,persino l’espressione del viso sembrano tese a  esprimere la rabbia e la disperazione  della sua triste canzone.
Anche Hugh Jackman (Jean Valjean) dà prova di grande bravura e resistenza;  i suoi pezzi cantati vengono proposti ininterrottamente durante le quasi 3 ore del film.
 L’unico che non brilla come tenore è Russel Crowe (Javier),  il suo vocione non troppo intonato stride nell’armonico coro che fa da sfondo.

Un musical struggente e  coinvolgente, i miserabili intonano il loro malinconico canto pieno di speranza e amore.
Un capolavoro unico e commuovente di realismo e sentimento.




THE IMPOSSIBLE
La storia vera di una famiglia vittima dello tsunami del 2004


Per tutti quelli che vogliono vedere un racconto reale e fedele del disastro
Henry, Maria e i loro tre figli decidono di passare le vacanze di natale in uno splendido resort in Thailandia. La mattina del 26 uno tsunami  di proporzioni spaventose travolge e distrugge completamente il complesso turistico. La famiglia viene divisa: Maria  rimane ferita gravemente in seguito al violento impatto, viene trovata dal figlio maggiore Lucas che la aiuta a cercare soccorsi. Henry è riuscito a salvare i due figli piccoli ma è stato allontanato dalla moglie e da Lucas; deciso a ritrovarli, l’uomo  non si dà pace e comincia la ricerca.
Il film è tratto da una storia vera, per rendere le scene il più fedeli possibili i protagonisti hanno realmente incontrato e ascoltato la testimonianza di Henry e Maria e il regista, Bayona, ha voluto girarlo in Thailandia, proprio nei luoghi del disastro.
La pellicola è angosciante e drammatica, le scene in cui è ripreso il muro d’acqua che travolge ogni cosa sono da brivido, il pathos e il coinvolgimento è amplificato dalla consapevolezza che non è un banale invenzione catastrofica ma un episodio reale che è costato la vita a trecentomila persone.
Naomi Watts veste i panni di Maria e per questa parte si è guadagnata la candidatura agli oscar come miglior attrice protagonista. Interpretare un ruolo così drammatico e emotivo non è semplice ma l’attrice riesce a trasmettere  in modo veritiero la disperazione, il dolore fisico per le ferite, l’affetto di una madre per i figli. 
Le scene principali sono state girate in una grande piscina e con una macchina delle onde venivano mossi gli oggetti, gli attori continuavano a immergersi e  riemergere per rendere al meglio l’effetto del muro di acqua e fango.
Una commuovente storia di vita vera,un reportage reale e fedele di una delle più spaventose catastrofi naturali, una bomba d’acqua che  nel 2004 ha travolto e ucciso migliaia di vittime, la cronaca di  un disastro raccontato da chi lo ha vissuto.
Bayona ha scelto come titolo “impossibile” proprio per sottolineare la gravità della tragedia e la vicenda incredibile, che sembra quasi impossibile, appunto, della famiglia Alvares- Belon che è riuscita a ritrovarsi in uno tsunami. L’esperienza toccante, l’amore e la forza di chi ce l’ha fatta a riemergere da un' ondata spaventosa di morte, terrore e disperazione.



LINCOLN
Un meticoloso ritratto del presidente americano che ha cambiato la storia
Per tutti quelli che  vogliono saperne di più sul sedicesimo presidente degli Stati Uniti
Il film parla della battaglia di Abramo Lincoln , durante la guerra civile,  per l’approvazione del  tredicesimo emendamento sull’abolizione della schiavitù, nei suoi ultimi quattro mesi di vita.
La lotta per la liberazione degli schiavi neri in America è un argomento molto sentito dagli Statunitensi, soprattutto ora che  è in carica un presidente di colore.
Il film è stato accolto con grande entusiasmo dagli americani; ha ottenuto 12 nomination agli oscar e concorre al titolo più ambito: quello di miglior film.
Spielberg ha impiegato cinque anni per realizzare Lincoln.  Il regista premio oscar ha fatto indagini meticolose sul personaggio. Si è recato all’archivio di Lincoln a Springfield in Illinois: qui sono custoditi alcuni degli effetti personali del presidente tra cui anche l’iconico cappello a cilindro.
Tanta fatica stava per andare sprecata perché l’attore scelto da Spielberg, Daniel Day Lewis
( candidato agli oscar come miglior attore protagonista), all’inizio ha rifiutato l’offerta  ma fortunatamente, l’amico Di Caprio l’ha convinto a cambiare idea.
Il risultato è una pellicola politica con dialoghi lunghi e intensi tutta incentrata sul protagonista.
Il ritmo è molto lento, forse troppo,  la colonna sonora non è niente di speciale: un ritmo ripetitivo e banale già sentito. Nonostante questo, ha sicuramente la stoffa per meritarsi la tanto ambita statuetta dorata. L’interpretazione e l’immedesimazione degli attori nei loro personaggi è perfetta. Daniel Day Lewis (interpreta Lincoln)   riesce a rendere onore al grande personaggio storico con maestria e abilità attraverso  lo sguardo apparentemente assente, la postura inarcata a causa dell’altezza e dell’età, il tono di voce flebile e le battute sagaci raccontate nei momenti meno opportuni. L’attenzione ai particolari  permette allo spettatore di fare un viaggio nel tempo e conoscere aspetti sconosciuti ai più di Abramo Lincoln.
Degna di nota è anche l’interpretazione di Sally Field (la moglie di Lincoln) candidata come miglior attrice non protagonista. Una first lady  combattiva, resa fragile e instabile dalla morte  di uno dei tre figli che manifesta con prepotenza le sue emozioni contrapponendosi al comportamento pacato e composto del marito che soffoca i suoi dolori per rivestire l’ importante ruolo politico. Una fotografia di una coppia che compensa a vicenda le proprie debolezze.
Un meticoloso ritratto del presidente americano che ha cambiato la storia, un’immagine accurata di un grande uomo che meritava un degno omaggio cinematografico.



DJANGO UNCHAINED


Un western Tarantiniano
Per tutti quelli  che al cinema vogliono provare emozioni forti e non annoiarsi.
Django è uno schiavo di colore,  viene liberato dal  Dott. Schulze, un  tedesco cacciatore di taglie. Schulze  insegna il mestiere  a Django  e si fa aiutare a scovare dei malviventi che cercava da tempo.  In cambio il dottore tedesco gli promette di dargli una mano a liberare  la moglie Broomhilda, serva del crudele Mr. Candie.
Primo film del genere “spaghetti western” per Tarantino; l’esperimento è riuscito con grande successo visto che ha avuto 5 nomination agli oscar 2013 di cui una come miglior sceneggiatura.
Il regista ha sempre dichiarato di essere un appassionato del genere western italiano  e per questa pellicola ha scelto di prendere  liberamente spunto da” Django” di Corbucci:  pellicola del 1966 con Franco Nero,   caratterizzata dalle scene molto cruente,  che ebbe un grande successo soprattutto in Germania.
Del vecchio Django Quentin ha mantenuto  la canzone dei titoli di testa (Luis Enriquez Bacalov “Django”) e ne ha tratto idee per qualche scena ma la storia è completamente diversa.
Il tema trattato è quello dello schiavismo nero  in America  prima della guerra civile: argomento  caro agli Statunitensi che sono molto legati alla “breve” storia del  loro popolo.
Nel cast vi è anche un' apparizione  di Franco Nero (che aveva impersonato il “Django” degli anni 60).
Nel film non mancano scene di violenza estrema e cruente sdrammatizzate in modo ironico  e quasi ridicolo  come solo  il regista di “Pulp Ficiton” sa fare.
Il ritmo è avvincente, un susseguirsi di colpi di scena,primi piani  d’effetto alla Sergio Leone e  tagliente sarcasmo.
La colonna sonora è stata sapientemente studiata per rendere al meglio “Il pathos “ di ogni scena, grazie anche al contributo del grande Ennio Morricone, il re indiscusso dei soundtrack: pezzi rap e contemporanei si mischiano a ritmi western  in modo geniale. 
Ogni personaggio, anche quelli secondari, ha una sua peculiarità e importante espressività. Primo fra tutti il cattivo e inquietante Stephen (Sam Jackson),  il braccio destro di Candie (Di Caprio).Uno zoppicante, grottesco  e fastidioso vecchio servitore  di colore, una figura antagonista chiave della vicenda.Bravo anche Di Caprio nella parte del cattivo e presuntuoso Calvin Cadle.
 Il sagace e divertente Dott. Schulze è interpretato dal tedesco Christopher Waltz (il colonnello Hans Lanza di Bastardi senza Gloria)  che per la sua brillante recitazione si è guadagnato una nomination come miglior attore non protagonista.
Uno spettacolo mozzafiato che tiene gli spettatori incollati allo schermo.Un western” Tarantiniano “, un film unico nel suo genere, per la prima volta un cowboy nero  attraversa a cavallo   i paesaggi polverosi del west. Desiderio di libertà , amore, odio, vendetta: sentimenti forti  in un lago di sangue e ironia. Da vedere.





FRANKWENIEE
Un dark movie animalista 
Per tutti gli amanti di Frankestein e degli animali     




Victor è un ragazzino solitario e appassionato di scienza  che vive in una piccola città, l’unico  amico che ha è il suo cane Sparky. Un giorno Sparky viene investito da un auto.Victor soffre per la morte del fedele compagno e non si vuole rassegnare, disseppellisce il cane e  tenta di riportarlo in vita attraverso un esperimento  a cui ha assistito a scuola. Il tentativo riesce ma  ora deve cercare di nascondere Sparky e l’impresa non sarà facile.
Il cartoon è candidato all’oscar come miglior film d’animazione e questa è una grande soddisfazione per il regista che tiene molto a questo lavoro.Già nel 1984  Tim Burton aveva prodotto per la Disney (allora lavorava come disegnatore) un cortometraggio omonimo  ma i tempi non erano ancora maturi per questo genere di animazione; il corto non era stato apprezzato dalla casa di produzione  che lo classificò PG (Parental Guidance ,  minori accompagnati dai genitori).    Finalmente nel 2012 Tim è riuscito a realizzare questo film che è un lungometraggio animato del precedente dell'84 realizzato con la tecnica “stop motion”.
L’ambientazione dark  è la stessa della “sposa cadavere” e di “Nightmare before Christmas” ma questo cartoon è più angosciante, e personale dei precedenti.    Il regista, infatti, ha dichiarato più volte nelle interviste di essere stato un bambino solitario, strano e amante degli animali; all’inizio del film quando Victor presenta ai genitori un film amatoriale  con Sparky come attore ,si può immaginare di vedere nel pallido e malinconico viso del protagonista  Tim da piccolo
Burton reinventa  Frankestein, il classico di Mary Shelly, a modo suo, mescolando i ricordi della sua infanzia ai film horror che lo hanno appassionato:  così abbiamo, per esempio,  un dottor Frankestein bambino, una barboncina con la  stessa capigliatura di Elsa Lanchester in “la moglie di Frankestein”e tartarughine che si trasformano in mostri simili a Godzilla. Il fine non è ottenere un remake ma un’opera nuova, come lo stesso titolo “Frankweniee” indica: un nome nuovo coniato ad hoc.
La colonna sonora è molto tetra e ripetitiva senza alcun accenno a ritornelli o cori che sdrammatizzino la a macabra atmosfera.
Un dark movie che dà qualche spunto di riflessione sulla morte  con  una grande attenzione al tema degli animali da compagnia. Per Victor, infatti, l’esperimento su  Sparky non è una semplice prova su una cavia da laboratorio ma il tentativo disperato di riportare in vita un amico. Un’atmofera burtoniana tetra e spaventosa per raccontare   l’amore di un bambino per il suo cane che va oltre la morte.



QUELLO CHE SO SULL’AMORE
Per tutti  quelli che credono nelle seconde occasioni 
George Dryer è un ex calciatore e un ex marito  donnaiolo e immaturo che ha commesso tanti errori  ma vuole rimediare, tenta la carriera da cronista sportivo e si trasferisce  vicino a Lewis, il figlio  che vive con la madre e con il suo compagno.  George  tenta di rigare dritto, di riconquistare l’affetto della ex moglie e del bambino, comincia ad allenare la squadra di calcio locale dei piccoli  in cui gioca anche Lewis ma l’affascinante  mister  viene messo in difficoltà dalle avances insistenti dalle madri single divorziate  che sono attratte da lui.
La prima commedia romantica per Gabriele Muccino; il regista  cerca di conquistare ancora il cinema americano dopo il grande successo della “Ricerca della felicità” ma negli Usa non è stato accolto con grande entusiasmo. Il cast è composto da  nomi noti: Gerard Butler (il protagonista), Jessica Biel (ex moglie), Catherine Zeta Jones, Uma Thurman…
Il film non è niente di straordinario: una commedia tipica  americana ma senza volgarità e con sprazzi di battute spiritose che alleggeriscono la storia delicata al centro della vicenda: il difficile rapporto tra genitori separati e figli, un tema, purtroppo, molto attuale.
Gerdard Butler  segna un gol  per la sua interpretazione; l’immagine di padre single che cerca goffamente di rimettere insieme i pezzi della sua vita  è commovente e a tratti, divertente.
Il tenero ritratto di un  amore combattuto tra padre e figlio, un film sulle seconde occasioni con aforismi sul calcio.
Una pellicola per  romantici, forse un po’ troppo melensa, 100 minuti di calcio, situazioni equivoche e  amore.



















   
"LO HOBBIT UN VIAGGIO INASPETTATO"
un   fantastico e avventuroso ritorno  nella terra di mezzo
Per tutti gli appassionati che hanno nostalgia del Signore degli Anelli

Il film ci riporta nella terra di mezzo sessant’anni prima delle avventure di Frodo e i suoi compagni, racconta la storia di Bilbo Baggins, hobbit tranquillo e prudente, che vive nella ridente Hobville (ricostruita a Matamata, Nuova Zelanda), egli  ama la sua terra e non è interessato a vedere il mondo.
 La sua pace viene interrotta dalla visita di Gandalf  il grigio; lo stregone lo invita a partire per un’avventura con  tredici nani capeggiati da Thorin Scudodiquercia, nipote di Thror.  I nani vogliono riconquistare il loro vecchio regno, Ererbor e scacciare l’usurpatore, il perfido drago Smaug e l’hobbit potrebbe aiutarli come “ scassinatore” a entrare nell’antro di Smaug.
Bilbo, all’inizio titubante e  incerto, alla fine decide di prendere parte all’impresa.
Peter Jackson, finalmente, riesce a portare in scena il prequel di “the Lord of the rings” tratto dal romanzo di Tolkien “Lo hobbit”;  già perché  il” making of “ di questo film non è stato semplice,è dal 1995 che il regista neozelandese ha in mente  di portare  “Lo hobbit” sul grande schermo . Nel 2007, dopo il grande successo della trilogia dell’anello,   si dà il via al progetto e dopo un breve periodo in cui la regia passa  a Guillermo del Toro e la casa di produzione MGM rischia il fallimento, Jackson riesce, infine, a prendere in mano la situazione e a portare a termine il  progetto.
Il film è stato girato in 3d a 48fps, invece che 24 fps; questa tecnica innovativa permette di vedere immagini più realistiche, il risultato è veramente d’effetto. 
  Ritroviamo alcuni personaggi già noti per chi ha visto “Il signore degli anelli”: come, per esempio,  Gandalf , la dama elfica Galadriel,  il re di Gran burrone Elrond,  Saruman  e Gollum.,.,.“Lo hobbit un viaggio inaspettato” è, però,    più semplice e meno epico: alleggerito da diverse scene e battute che strappano qualche risata e dalla prevalenza di paesaggi  bucolici e rassicuranti non riesce a reggere il confronto con la maestosità delle scene di guerra e “il pathos” della precedente trilogia.
Nonostante l’inizio sia un po’ lento e noioso, nella seconda parte  inizia l’azione vera e propria  con scene avvincenti e effetti speciali studiati per il 3d.
Questo è solo il primo episodio, la vicenda del libro è stata, infatti, divisa in tre , l’uscita delle altre due parti è prevista con cadenza annuale (2014 “la desolazione di smaug”, 2015 “andata e ritorno”). Questa soluzione risulta essere un po’ macchinosa  e inadatta al testo dello “Hobbit” (non diviso in libri come “il signore degli anelli” e decisamente più breve di quest’ultimo) per riuscire a trarne tre uscite cinematografiche Jackson ha preso spunto da altri testi di Tolkien, arricchendo il libro originale di aneddoti.
Pellicola che rispetta lo stile “fantasy” proiettando lo spettatore in un “viaggio inaspettato” tra elfi, nani, orchi, troll e hobbit.
Un   fantastico e avventuroso ritorno  nella terra di mezzo.





 



GRANDI SPERANZE

Da vedere se siete degli amanti dei romanzi classici e di Dickens.





Il film,tratto dall'omonimo romanzo di Dickens, narra la vicenda di Pip,un bambino orfano che vive in campagna con la sorella più grande e il marito di lei:Joe,un  fabbro, molto affezionato al ragazzo. Un giorno il giovane incontra un evaso che sfama e  aiuta a nascondersi ma questo sarà poi, comunque,  arrestato dalle guardie.Il giovane Pip viene, in seguito,   convocato nella villa decaduta della signorina Havisham;  una malinconica e stramba dama che vive chiusa in una stanza  al buio con indosso un vecchio e logoro vestito da sposa.La donna, lasciata dal marito il giorno delle nozze, sembra voler fermare il tempo e incapace di essere felice, si diletta a   vedere giocare Pip  con Estella, una bambina adottata e educata da lei. Il bambino si innamora a prima vista di Estella ma lei non lo considera a causa delle sue umili origini. Pip, ormai diventato uomo, riceverà un enorme fortuna da un anonimo benefattore che ripone in lui "grandi speranze",questo gli permetterà di andare a Londra per diventare un gentiluomo. Qui rivedrà  Estella e scoprirà finalemente l'identità del suo generoso protettore.
 Pellicola in costume con un ritmo avvincente   e ricca di colpi di scena.
Il regista Mike Newell ha voluto nel suo cast attori con cui aveva già lavorato in Harry Potter come Ralph Finnes qui nei panni di un carcerato evaso(alias  voldemort) e  Holliday Granger qui tutore di Pip  (alias Agrid).  
 L’interpretazione migliore è quella di Helena Bonham Carter  che impersona la macabra signora Havisham.  E' il  personaggio chiave della storia:   la donna è inquietante e misteriosa, vive nascosta  al buio come un fantasma , una perfetta  “sposa cadavere” che ricorda la protagonista di un film d’animazione del marito, il grande regista Tim Burton.
Un film classico fedele alla storia  con dialoghi un po' gelidi e  priva di   humor.
Da vedere se siete degli amanti dei romanzi classici e di Dickens.



2 commenti:

  1. Dickens quest'anno ci perseguita...E' il bicentenario della nascita e mio figlio l'ha scelto come punto di partenza per la tesina dell'esame di terza media...il libro non l'ho letto, ma mi incuriosisce...ciao.
    Chiara

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    1. scusa il ritardo! Nemmeno io l'ho letto ma mi piacerebbe secondo me merita anche se è veramente dai tempi della scuola che non leggo qualcosa di Dickens. Il migliore però per me, rimane il canto di natale. A presto e complimenti per il lavoro che state facendo con il vostro blog! ciao

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