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I GRANDI CLASSICI







ACCADDE UNA NOTTE

Una delle prime commedie “on the  the road”, un cult senza tempo di umorismo e sentimento

Per tutti quelli che vogliono vedere la madre di tutte le  commedie  romantiche

Una ricca ereditiera, Ellie Andrews, scappa dallo yacht del padre a Miami per raggiungere l’aviatore King Westley che il padre le impedisce di sposare.

Sul pullman per New York  conosce un giornalista, Pietro Wayne, il giovane, rimasto senza lavoro, decide di aiutare la ragazza a scappare sperando di assicurarsi uno scoop esclusivo.  Ellie però ha un bel caratterino e i due passeranno il resto del viaggio a bisticciare ma dopo tanti imprevisti, alla fine, si innamoreranno.

Film diretto da Frank Capra del 1934.  Il copione è ’ tratto  da una novella, “Night Bus” di Samuel Hopkins Adams  che era apparsa su Cosmopolitan.

 Fu il primo a vincere ben 5 oscar ( miglior film, regia, attore e attrice protagonisti, sceneggiatura).

Un successo inaspettato per una pellicola che non era ben vista dai produttori e che era stata rifiutata da molti attori. Le riprese durarono solo quattro settimane per riuscire a rientrare nel budget limitato (circa  325000 dollari) e si svolsero in larga parte su strada con improvvisazione.

Questa commedia segna una svolta nel mondo cinematografico. Grazie alle intuizioni visionarie del regista, è il prototipo di un nuovo  genere, quello in cui due personaggi  che non si sopportano, dopo varie e assurde peripezie, finiscono per innamorasi. Così come anche  il tema del viaggio verrà riproposto innumerevoli volte negli anni  seguenti. Nel cast troviamo un giovanissimo  Clark Gable agli albori della sua carriera. Quando “Accadde unanotte” uscì nelle sale l’attore  destò scalpore per il passaggio  in cui rimaneva a torso nudo dopo essersi tolto la camicia . Mentre l’attrice Claudette Colbert è ricordata per la famosa scena in cui per fare l’autostop, invece che alzare il pollice mostra la giarrettiera  e ferma un’auto mostrando a Gable il potere del fascino femminile. Dei piccoli input maliziosi che danno quel quid in più alla sceneggiatura.

Capra, con geniale semplicità, ha realizzato una  commedia in bianco e nero intramontabile, un classico moderno e contemporaneo. Un capolavoro di sottile ironia e sentimentalismo.










UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

 un tormentato viaggio sensoriale  nel mondo delle emozioni più nascoste
Per tutti quelli che non vogliono perdersi uno dei più grandi capolavori di Elie Kazan
Blanche Dubois è una vedova frustrata e repressa attratta dall’alcol e dal sesso  che nasconde le sue perversioni dietro una facciata di donna rispettabile e sofisticata.. Blanche, rimasta senza casa a causa della sua condotta discutibile, va ad abitare  a New Orleans in un modesto appartamento dove vive la sorella, Stella insieme al cognato Stanley. Quest’ultimo è un uomo rozzo e violento che mal sopporta la compagnia di Blanche e dei suoi modi civettuoli. La donna è attratta e allo stesso tempo spaventata dalla brutalità dell’uomo.  Cerca di farsi sposare da Harold, un gentiluomo ma Stanley mette in guardia l’amico rivelandogli i suoi sospetti e quello che ha scoperto sul suo torbido passato. Blanche, dopo l’improvviso allontanamento di Harold ha un violento scontro con Stanley che finisce con uno stupro e con il suo totale abbandono alla follia.
 Film del 1951, tratto da un dramma di undici scene di Tennesse William. Ebbe ben nove nomination agli oscar  e vinse tre statuette, oltre ad altri numerosi prestigiosi premi.
Elie Kazan decise di portare sulla scena l’opera (pensata inizialmente solo per il teatro), utilizzando il metodo Stanislanvskij. Il regista concentrò l’attenzione sul pathos, cercò  di trovare delle somiglianze tra l’attore e  il suo ruolo  puntando sull’immedesimazione e l’esternazione dei sentimenti.  Rappresentò  i flashback senza immagini ma come voci, pensieri che riecheggiavano nella mente del personaggio accompagnati da una straordinaria attenzione al linguaggio del corpo, alla gestualità e alla fisicità. Riuscì ad evitare la rigida censura dell’epoca attraverso un sottile gioco di  scene allusive ma  mai esplicite.

Nel cast troviamo due grandi nomi della Hollywood anni 50: Marlon Brando e Vivien Leigh(la Rossella di “Via Col Vento”).Il primo interpreta la parte del violento e rude Stanley. In questo film Brando sfoggia un fisico muscoloso e canottiere attillate, un’ immagine sensuale da “bello e maledetto” che gli aprirà le  porte del successo. Vivien è, invece,la fragile e folle Blanche e per questa parte,  che recitò con tanta passione, si portò a casa l’oscar nel 1952. Questi ruoli segneranno, non solo la carriera dei due attori ma anche la loro vita privata. Infatti, per ironia della sorte, il loro temperamento nel mondo reale fu molto vicino a quello di Stanley e Blanche. Marlon Brando diventò  uno “sciupa femmine”, accusato anche di  violenza e brutalità dalle sue compagne. Per Vivien Leigh, invece il ruolo di Blanche divenne un’ossessione. L’attrice infatti, famosa per il suo carattere difficile, aveva cominciato a soffrire di una forte depressione dopo il matrimonio con il suo grande amore, Laurence Olivier. Pare che dopo aver recitato in “un tram che si chiama desiderio” si immedesimò a tal punto nella parte che il suo equilibrio psichico ne risentì. Si racconta persino che poco prima di morire sostenesse di chiamarsi Blanche Dubois.
 “Un tram che si chiama desiderio” è una pellicola che sconvolge e coinvolge. La cinepresa buca lo schermo e penetra nella psiche dei personaggi, nei loro pensieri, amplifica e trasmette il profumo dei segreti, l’odore del sudore, dell’alcool e della disperazione. 
Un cult unico e appassionante che supera le barriere dell’ipocrisia e della tradizione.
















SPECIALE JAMES DEAN




IL GIGANTE
Un colosso tra i film cult, una saga familiare  alla “via col vento” ambientata nelle sterminate praterie Texane
Per tutti quelli che non vogliono perdersi l’ultimo film di James Dean
                                                                                                                                                         
Bick Benedict,  un ricco allevatore di bestiame texano,  sposa Leslie Lynnton, una bella ragazza del Maryland. Leslie segue il marito in Texas nella sua tenuta. All’inizio la giovane donna fatica ad abituarsi alle abitudini texane e all’ostilità della cognata, ma con il tempo e  la tenacia  supera le difficoltà e  da’ alla luce tre figli. Bick  è un uomo all’antica, ancorato ai suoi valori e non si riesce a adattare ai cambiamenti del mondo economico e sociale. Quando i figli, ormai divenuti adulti, si rifiutano di continuare il lavoro nella fattoria per seguire altre strade  Bick non riesce ad accettarlo, questo suo atteggiamento retrogrado porta gravi problemi economici alla sua attività.
 Uno dei braccianti, Jett Rink, un tipo arrogante e ambizioso si invaghisce,  senza essere corrisposto di Lesile, la moglie del suo padrone. Brick non ha molto riguardo per il cocciuto ragazzo mentre la sorella di lui gli è  affezionata tanto che,  dopo la sua morte, avvenuta per una caduta da cavallo, gli lascia in eredità un terreno. Qui Jett scopre un giacimento di petrolio che lo rende ricchissimo e per vendicarsi dei comportamenti burberi di Brick seduce Luz, la sua terzogenita.
Film del 1956, liberamente tratto da un romanzo di Edna Feber e diretto da  George Stevens, ha avuto 10 nomination agli oscar e ne ha vinto uno come miglior regia.
Nel cast ci sono  alcuni fra i più grandi attori della Hollywood degli anni 50 e 60 come Elyzabeth Taylor (Leslie Benedict), Rock Hudson (Bick Benedict)e James Dean (Jett Rink).
Questo è  il terzo e ultimo film famoso in cui compare  James Dean  che è morto poco prima della fine delle riprese in un tragico incidente automobilistico. Dopo il grande successo avuto con “La valle dell’Eden” e “Gioventù bruciata”, qui dà la sua ultima grande prova di bravura nell’interpretare l’ambizioso Jett Rink, un bracciante  che verrà distrutto dalla sua ossessione per la ricchezza e per la rivalsa sociale,  diventando il vero protagonista e offuscando gli altri attori. Dean, il bello e maledetto dal   ciuffo ribelle, ha sempre impersonato, nella sua breve carriera, personaggi drammatici tormentati e infelici, in cui, lui stesso ha ammesso, in parte si rispecchiava.  Quell’oscuro male di vivere che aleggiava come un ombra su di lui e lo sguardo malinconico sembravano presagire  il suo  tragico destino.
Anche se si potrebbe pensare che “Il gigante” debba il suo titolo all’ascesa sociale del personaggio di Dean, in realtà si riferisce al Texas,  lo stato più grande degli Stati Uniti,  luogo dove sono ambientate le scene (girate nella cittadina di Marfa).
Il film racconta le vicende della famiglia Benedict dalla gioventù alla vecchiaia dilungandosi, a volte eccessivamente, nei particolari. Tante sono le tematiche che vengono trattate: come il razzismo, lo schiavismo, i conflitti generazionali, gli effetti del progresso economico….
L’unica pecca è la durata  eccessiva, più di tre ore,  un polpettone che solo i veri appassionati possono guardare con attenzione dall’inizio alla fine senza assopirsi.
Nell’afoso e selvaggio Texas un’appassionante ritratto storico- sociale di una famiglia di allevatori e degli effetti devastanti di un’ ossessiva avidità.
Un melodramma epico, un”gigante” cinematografico che consacra la carriera di James Dean.


SISSI LA TRILOGIA
("la principessa Sissi", "Sissi la giovane imperatrice", "Destino di un imperatrice")
La vita di una principessa diventata  leggenda  raccontata in modo roseo e poco veritiero
Per tutte le  appassionati di principesse     
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 Nei tre film viene narrata l’intera vita della principessa Sissi  figlia del Granduca Massimiliano di Baviera, la sua spensierata infanzia tra le montagne e  il matrimonio con Francesco Giuseppe imperatore d’Austria che le conferisce il titolo di imperatrice. Un ruolo che pesa molto alla ragazza a causa della rigida etichetta di corte. Dà alla luce una bambina ma, oppressa dall’invadenza della suocera che pretende di crescere a suo modo la piccola, Sissi scappa in Baviera . Infine, nel capitolo conclusivo ,  l’ultima fase    del suo regno,  si ammala di polmoni e viene mandata a Madera per riprendesi, l’imperatrice guarisce ma i disordini che turbano il Lombardo Veneto saranno per lei  fatali.
Film degli anni 50 in cui Sissi è interpretata da una talentuosa, bellissima e appena 18enne Romy Schneider.
I films raccontano la vita della ribelle principessa Elisabetta di Baviera descrivendola come una ragazza solare che si spegne poco a poco,  intrappolata dal rigore della vita di palazzo   per amore del suo uomo mai troppo presente.
Tre pellicole leggere in cui vengono tralasciati alcuni aspetti importanti del carattere di Elisabetta come i suoi vizi,  la sua ossessione per l’aspetto estetico e per la ginnastica.
La trilogia ha una linea femminista, gli uomini sono perfetti  inetti, figure ridicole di cui burlarsi, per esempio il Granduca Massimiliano di Baviera, padre di Sissi,  non è altro che un goliardico compagno di bevute bavarese, mentre il padre di Francesco Giuseppe si finge sordo per non ascoltare i rimproveri di sua moglie, l’arciduchessa Sofia.  Sembra che proprio quest’ultima guidi l’impero Austriaco manipolando  l’inutile e insignificante figlio Francesco Giuseppe come un burattino.
 Sissi non accetta le regole, vuole passare le sue giornate a cavallo, andare a caccia     e con la sua intraprendenza, nonostante il parere contrario della suocera e del marito,  cerca di trovare un accordo con l’Ungheria  sfruttando, a modo suo, il potere politico che il  ruolo di imperatrice le conferisce.
La vita di una principessa diventata leggenda raccontata in modo roseo e non troppo  veritiero.
 Un classico amato dal pubblico,  una serie zuccherosa e ironica che rappresenta Sissi  come  un’ ingenua e spensierata  Heidi  di Baviera amante degli animali, uno spettacolo divertente e    leggero.


VIA COL VENTO
“Il” film per eccellenza campione di incassi; una ventata indimenticabile di amore, guerra e frasi memorabili
Per tutti quelli che vogliono vivere alla giornata e  non sanno resistere al fascino della travagliata storia d’amore tra Rhett e Rossella Ohara
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Rossella Ohara è una viziata ed egoista ragazza benestante del Sud degli Stati Uniti. Vive spensierata  a Tara, la giovane è corteggiata da molti pretendenti ma lei non ha occhi che per Ashley, un ragazzo d’onore che è fidanzato con la mite e gentile Melania Hamilton.
La ragazza, incurante delle convenzioni sociali,  si dichiara a lui ma viene respinta. Per ripicca  sposa  il fratello di Melania, Carlo anche se non lo ama, poco dopo inizia la guerra di secessione e tutti gli uomini sudisti si arruolano. Carlo Hamilton muore in battaglia rendendo Rossella una vedova felice. Per distrarla dal “finto” lutto la madre decide di mandarla per un periodo a Atlanta. Qui rivede il generale Rhett Butler, un arricchito scaltro e dalla dubbia fama che aveva già conosciuto a una festa. Rhett proverà in tutti i modi a conquistare Rossella ed a farle scordare la sua ossessione per Ashley ma non sarà facile. Solo dopo la povertà patita nel dopoguerra,  un altro  finto matrimonio di convenienza e un lutto  la cocciuta Rossella si renderà conto dei sentimenti che prova per Rhett.
Film del 1939  diretto da Victor Fleming e distribuito dalla Metro Goldwing Mayer vincitore di ben 10 oscar tra cui quello di miglior film.
Il produttore, David O’ Selzinck, ebbe l’idea di trarre la sceneggiatura dal popolare romanzo di Margareth  Mitchell.
La lavorazione fu faticosa e meticolosa. Era l’epoca d’oro di Hollywood in cui il divismo e l’esagerazione erano all’ordine del giorno. Selzinck  voleva  fare un’opera che raccontasse un importante periodo storico americano e al tempo stesso, una grandiosa storia d’amore; per realizzare questo ambizioso progetto  impiegò circa due anni. Furono allestiti 90 set  e impiegate più di 2400 comparse con una  grande attenzione ai particolari e una  carenza di tagli di scene.  Il risultato è un polpettone di ben 222 minuti, un record anche per  un’epoca in cui la cinematografia era prolissa.
La prima proiezione di “Gone with the Wind” avvenne ad Atlanta nel 1939, riscosse un grande successo in tutto il mondo ed è stato campione assoluto di incassi in dollari fino al 1970.
Nel cast  celebre è l’interpretazione di Clark Gable. E’  unico e inimitabile Il fascino ,l’arroganza e i l cinismo tagliente del suo personaggio: Rhett Butler.
L’attrice Vivien Leight è  Rossella Ohara (la parte , in un primo momento, doveva essere assegnata a  Bette Davis). Una figura complessa; la protagonista dell’intera vicenda che con la sua cocciuta testardaggine e la sua forza impetuosa elargisce perle di saggezze tra un matrimonio finito e l’altro.
Non si può non citare la Mami, interpretata da Hattie MacDaniel che, grazie a questa parte, è stata la prima attrice di colore a ottenere un oscar. La divertente e severa tata extra-large dai marcati lineamenti negroidi e dalla voce maschile riveste un ruolo importante;  è la fedele serva della ribelle Rossella  ed è   l’unica che riesce a tenerle testa. Con la sua goffaggine e i suoi modi diretti è un personaggio quasi comico che alleggerisce la visione della pellicola.


La "love story" tra Rhett e Rosella è sicuramente la più famosa e di successo del modo cinematografico così come  le frasi  diventate dei veri e propri tormentoni come: il “domani è un altro giorno” di Rossella o il “francamente me ne infischio” di Rhett.
Il motivo principale della colonna sonora  è stato scritto da Max Steiner. Una musica che non passa inosservata durante la visione e rimane impressa nella mente dello spettatore.
Sullo sfondo della guerra di Secessione  la tormentata storia d’amore tra Rhett e Rossella;  una coppia infelice divisa tra amore e odio che si avvicina e si allontana trascinata da un vento di emozioni contrastanti.
Un cult immortale, un travolgente e coinvolgente melodramma raccontato con storia,  cinismo, sentimento e saggezza.







SPECIALE SANDRA DEE






SCANDALO AL  SOLE

Un melodrammatico racconto scandaloso di tradimenti e  passionali amori estivi
Per tutti quelli che hanno voglia di mare e sono curiosi di sapere da dove ha origine la celebre melodia  di Max Steiner

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Ken Jorgerson è un uomo d’affari che  decide di portare la moglie,  Helen e la figlia, Molly in vacanza al mare a Pine Island, nel Main dove lui trascorreva da giovane le vacanze estive lavorando come bagnino.  Qui incontra una sua vecchia fiamma: Sylvia che, insieme al marito Bart e al figlio, Johnny,  gestisce l’unico albergo dell’isola.
Molly e Johnny si innamorano  e anche tra il padre di lei e la madre di lui  si riaccende la passione.
Quando la situazione viene scoperta desta scalpore.  Ken e Sylvia decidono di divorziare dai rispettivi coniugi e sposarsi. Nonostante l’imbarazzo per il matrimonio tra i loro genitori i due ragazzi rimangono uniti.
Film del 1959 diretto da Delmer Daves. E’  ricordato soprattutto per l’armoniosa colonna sonora realizzata dal compositore Max Steiner che fu un vero successo negli anni 60 facendo sognare e ballare tanti  innamorati nelle caldi notti estive.
Una pellicola in cui Sandra Dee si cimenta nel ruolo di  “fidanzatina d’america” senza però la consueta pura ingenuità che caratterizza, in genere, i suoi personaggi. Qui infatti è una ragazzina che   si lascia andare alla passione per il suo amato. Questa pellicola fece scalpore  negli anni 50 e fu definita scandalosa perché anche se non c’ erano scene esplicite, lasciava intravedere  il dubbio di rapporti intimi tra i due giovani ragazzi. Inoltre, i tempi non erano abbastanza maturi per accettare senza censura la relazione fedifraga tra Ken e Sylvia e il divorzio, un’istituzione giuridica che, in quegli anni, non era vista di buon occhio. Un rigido moralismo puritano e ipocrita  che oggi fa sorridere.
Due coppie, due generazioni a confronto, cullate dal suono delle onde del mare,  si lasciano travolgere dall’irresistibile fascino dei passionali amori estivi. 

PRENDILA E’ MIA

e disavventure di un padre apprensivo alle prese con una figlia indipendente e vivace raccontate in un’allegra commedia per tutta la famiglia
Per tutti i papà che non vorrebbero mai veder crescere le loro bambine 
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La piccola Mollie è ormai cresciuta ed è  pronta per fare le sue esperienze. Così decide di andare al College e in seguito, a Parigi per imparare a dipingere. Il padre, il rispettabile avvocato Frank Michelson, fraintende le lettere inviatele dalla figlia e crede che Mollie si trovi in difficoltà così la segue all’università e in Francia. Il pover’ uomo si troverà coinvolto in una serie di guai e situazioni equivoche che lo porteranno a coprirsi di ridicolo. Una volta trovata Mollie il malinteso viene chiarito e il signor Michelson scopre che la ragazza non ha corso nessun pericolo; è felice e innamorata di un ragazzo francese.
Film del 1963 diretto da Henry Koster. Nel cast oltre a Sandra Dee, definita dai più “la fidanzatina d’america” per i suoi tanti ruoli da ragazzina, va ricordato James Stewart che veste i panni dell'avvocato  Frank Michelson. L’attore  (famoso protagonista di “La vita è  meravigliosa”)  con le sue gag, il suo talento e la sua ironia dà un po’ di brio a questa commedia leggera e convenzionale.
Nonostante la pellicola sia degli anni 60 le preoccupazioni paterne per l’emancipazione delle figlie sono un tema ancora attuale. D’altronde quello del padre geloso  è uno stereotipo  senza tempo che esiste da sempre e  che ha dato spunto a tante sceneggiature nel mondo cinematografico.
Satira paradossale e senza troppe pretese che ironizza sui possibili effetti collaterali di un ipocondriaco e  ansioso amor paterno.





DIMMI LA VERITA’

Un’ allegra e tenera commedia sull' esperienza universitaria e di civiltà  di una semplice e ingenua ragazza di umili origini  cresciuta su un fiume

Per tutti quelli che vogliono vedere Sandra Dee  destreggiarsi in una prova di dialettica e simpatia

Hamina è una ragazza  di umili origini, è stata cresciuta dai nonni in campagna,  dopo la morte della
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nonna  e l'arresto del nonno per commercio illegale di whisky, la ragazza, rimasta sola, decide di iscriversi all’università per imparare a parlare correttamente. Pur non avendo precedenti esperienze di istruzione la comprensiva preside del college di Seminola le permette di frequentare i corsi.  Hamina si cerca un lavoro per mantenersi agli studi e le viene indicato il posto di dama di compagni di un’anziana e scorbutica ricca signora Annie Call . La ragazza riesce a conquistare la difficile signora tanto che l’anziana,  desiderosa di libertà dalla noia della sua grande casa vuota, decide di trasferirsi, di nascosto dalla nipote che disapproverebbe, sul barcone di Hamina. Le due diventeranno grandi amiche e Hamina  all’università conoscerà l’arte della dialettica e scoprirà l’amore per il professor Tom Freeman.

Film del 1961 diretto da Harry Keller. Il titolo è tratto dalla canzone: “Tammy tell me true” di Dorothy Squires che Sandra Dee canta lei stessa  in una scena.

E’ una commedia leggera, senza troppe pretese con una straordinaria interpretazione di Sandra Dee.  L’attrice infatti,  si immedesima alla perfezione  nella parte.  Si esprime con un  linguaggio  dialettale antiquato e inusuale accompagnato da buffi atteggiamenti per sottolineare l’ingenuità e l’ignoranza di Hamina.

La sua esperienza all’università è come quella di un bambino che ogni giorno fa una nuova scoperta; con sguardo sorpreso osserva le consuetudini dei ragazzi  e della civiltà. Molti la scherniscono per la sua eccentricità nel vestire e nell’esprimersi. Solo la signora Call e il professor Freeman le sono vicini e capiscono il grande valore di quella ragazza dal cuore buono e puro, senza pregiudizi o malizia.

Hamina è l’unica persona che tiene veramente alla signora Call e riesce a farla divertire riportando un po’ di allegria nella sua triste vita.

Una ragazza semplice di campagna fa il suo ingresso all’Università desiderosa di istruirsi e imparare.   Alla fine, però,  l’insegnamento  più importante è lei a darlo agli altri dimostrando che la vera saggezza viene dalle esperienze quotidiana di vita e dal  cuore: una lezione di umiltà, amore, sincerità  che nessun libro potrà mai spiegare.

















QUELLO STRANO SENTIMENTO
Una commedia  su menzogne e equivoci immobiliari  che ostenta tanta buona educazione e poco buon senso
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Per tutti quelli che sono fans della coppia Dee- Darin   
Joan Howell è un’aspirante attrice che per  mantenersi, in attesa di avere un’occasione nel  mondo dello  spettacolo, fa la cameriera per un’agenzia e rassetta alloggi di  uomini d’affari senza conoscerne i proprietari. Incontra un uomo, Tom, i due cominciano a frequentarsi ma lei non le rivela la sua  umile  attività lavorativa  e  gli fa credere di vivere in   un bell’ appartamento dove la ragazza fa le pulizie  perché si vergogna del misero monolocale che divide con un’amica. Dato che il proprietario di casa ha comunicato di trattenersi fuori città  Joan decide di godersi per un periodo il loft e si trasferisce lì con un’amica. Il caso vuole che sia  proprio Tom  il suo datore di lavoro e il padrone dell’appartamento, l’uomo per un contrattempo ha deciso di trattenersi in città e incuriosito dalle strane bugie della ragazza decide di stare al gioco e non le rivela nulla.
I problemi arriveranno quando Joan scopre la verità e decide di vendicarsi con Tom.
Film del 1965 che consacra la coppia Dee –Darin  che sono stati uniti nella vita come sullo schermo (si erano conosciuti sul set di “Torna a Settembre”).
Questa commedia si discosta un po’ dallo schema tradizionale: mentre infatti in genere è ben chiaro il personaggio che  è in torto  qui  non si riesce a capire chi inganna chi e da che parte stia la ragione lasciando libero lo spettatore di farsi una propria opinione e  scegliere da che parte schierarsi: se da quella di Joan, inquilina abusiva o di Tom che nasconde la sua vera identità.
La  pellicola però in alcuni punti   rasenta l’assurdo: Tom  non vuole rivelare di essere il proprietario della casa per non ferire i sentimenti di Joan;  un bon ton un po’ forzato anche per il migliore gentiluomo.
I dialoghi sono spassosi   con velati doppi sensi e gag spiritose e mai volgari.
Un intricato tiremmolla di bugie e buone maniere  raccontato con tanto brio e un po’ di banale ripetitività.


VORREI NON ESSERE RICCA
Divertente commedia degli equivoci con un arzillo nonno che si improvvisa cupido della situazione
Per tutti quelli che vogliono sorridere di gusto di una serie di situazioni spassose create da un ambiguo scambio di persona 


Philip Dulaine,un anziano miliardario, ha avuto un infarto e sembra essere gravemente malato. Chiede come ultimo desiderio alla nipote,Cinzia, di poter conoscere  al più presto il suo fidanzato, Warren.  Quest’ultimo però è impossibilitato a raggiungerla nell’immediato così la ragazza chiede a un giovanotto appena conosciuto, Paul,  di fingersi Warren per far felice il nonno.
L’anziano si ristabilisce ma decide di non dire niente alla nipote e continua a fingersi moribondo per poter tenere d’occhio il ragazzo di Cinzia. I guai iniziano quando arriva nella villa di famiglia il vero Warren. 

Film del 1964 diretto da Jack Smith.
Sandra Dee è Cinzia, una ragazza ricca e scrupolosa che non vuole essere amata per il suo denaro.
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Il personaggio principale e centrale della vicenda è  il nonno Philip Dulaine interpretato da Maurice Chevalier. La sua parte  è davvero brillante, l’anziano è ammiccante e bizzarro,  si esibisce in una gag dopo l’altra facendo sorridere di gusto lo spettatore. Fra le tante, riluttante all’idea di seguire le raccomandazioni mediche e rinunciare agli amati sigari, li nasconde ovunque e facendoli comparire come un prestigiatore da posti impensati, li fuma di nascosto.
L’uomo cerca di aiutare l’amata nipote Cinzia a scegliere l’uomo giusto per lei e per giudicare i suoi sentimenti, presta attenzione ai piedi; secondo la sua singolare teoria infatti, di fronte al vero amato la ragazza si sarebbe levata involontariamente le scarpe.
A far da contorno tanti personaggi minori, come, per esempio, la noiosa infermiera che il vecchio uomo d’affari non sopporta, che aiutano a tenere alto l’humor.
La rivalità tra Warren e Paul che si contendono la stessa donna  è un clichè  ma la banalità del tema  è stemperato dalle battute divertenti e da spassosi malintesi. Anche l’espediente dello scambio di persona non è una novità ma  nonostante non sia innovativo, è comunque ben riuscito.
Una  divertente commedia che sfrutta a sua favore stereotipi già visti nel mondo del cinema con astuzia, semplicità e  ironia.








COME SPOSARE UNA FIGLIA

Brillante parodia dell’etichetta dei salotti britannici e dei matrimoni combinati
Per tutti quelli che cercano un buon partito per la prole     

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Jane, la figlia diciassettenne di Jimmy, un nobile inglese, viene a far visita  alla sua matrigna Sheila e al padre a Londra. La ragazza è nata dal primo matrimonio di Jimmy  ed cresciuta in America.

Durante il suo soggiorno Sheila cerca di far debuttare  Jane ma la giovane si ribella alle rigide regole dell’alta società e si innamora di un batterista.

Film del 1958 diretto da Vincent Minnelli. Sandra Dee interpreta Jane, una ragazza ribelle tutto pepe e senza peli sulla lingua che sa il fatto suo. Viene evidenziato il divario tra l’America progressista e l’Inghilterra conservatrice.

Il personaggio più divertente è sicuramente quello di Jimmy (Rex Harrison), il padre di Jane. L’uomo è spossato e annoiato dai continui balli che organizza la moglie e  invece che opporsi all’amore libertino di Jane la appoggia in segreto per non contraddire apertamente Sheila. 

Nel cast troviamo  anche Angela Lansbury (famosa per la serie “la signora in giallo”) nei panni di Mabel un’amica pettegola di Sheila alla ricerca di un buon partito per la figlia.

Una pellicola ironica e anticonformista; i dialoghi sono briosi e spumeggianti e il ritmo è incalzante.

Satira del  galateo dei salotti londinesi e della disperata ricerca di accasare le figlie in età da marito che ricorda le opere di Jane Austen.





















IL VIALE DEL TRAMONTO
Un dramma sulla fugacità del tempo e del successo
Per tutti quelli che vogliono vedere un melodrammatico noir sul tramonto di una diva di Hollywood


Norma  Desmont è un’anziana attrice del film muto, la donna, ormai dimenticata dal mondo del cinema,  trasforma la casa in un mausoleo di ricordi di gloria tappezzandola  di sue foto. Vive da reclusa con la sola compagnia del fedele maggiordomo, si rifiuta di seguire le nuove mode e l’avanzare del progresso incurante del passare del tempo.

Un giorno Joe,un giovane e disoccupato sceneggiattore di Hollywood, si trova per caso davanti alla villa decaduta e trascurata di Norma che crede disabitata. L’anziana ex star lo ingaggia per visionare un  copione scritto da lei incentrato sul personaggio di Salomè trattenendolo nella sua desolata dimora. La donna, malata di mente, si invaghisce del giovane,  lo mantiene e cerca morbosamente di  isolarlo dal resto del mondo.
Un melodramma di Billy Wilder del 1950, ebbe 11 nomination all’oscar e vinse tre statuette (sceneggiatura, scenografia e musiche).
E’ un film molto apprezzato dalla critica e degna di nota è l’interpretazione della protagonista da parte dell’attrice Gloria Swanson.

Un noir angosciante che racconta la fugacità del successo e del tempo. Nora Desmonds è una grandissima diva del film muto che non vuole arrendersi e accettare di invecchiare. Vive nel passato rifugiandosi nella memoria dei momenti di gloria, rinchiusa nella sua prigione dorata di ricordi.
L’ex star di Hollywood è una persona sola che desidera disperatamente  essere amata e si aggrappa al giovane scrittore cercando il suo affetto.Un desiderio folle e morboso che la porta a gesti sconsiderati. La sua depressione le fa alternare momenti di gioia e euforia a momenti di dolore e tristezza. Disprezza il cinema moderno e il technicolor perché lo vede come una minaccia; il suo è uno straziante tentativo di fermare il cammino di Chronos.
Uno sguardo sul lato oscuro del patinato mondo di Hollywood.Il grande cinema può offrire fama e notorietà a un’ attrice nel fiore degli anni brava e attraente  ma inesorabilmente, una volta raggiunto l’apice del successo, una volta che l'ha ingolosita con agi, pregi e l’ammirazione dei fan, la riporta nel mondo reale,  sposta beffardo la macchina da presa su un’ altra nuova e più fresca star. Un cerchio della vita amaro da accettare e il delirio di onnipotenza di una diva che vuole vivere per sempre giovane e famosa.
Una pellicola in bianco e nero, un classico che racconta la fragilità del successo e il tramonto di un’artista.

 



















SPECIALE DORIS DAY









DIECI IN AMORE


Una demagogica e divertente  commedia sull’etica giornalistica
Per tutti quelli che vogliono vedere uno spaccato dell’istruzione e della pratica giornalistica degli anni 50

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Jim Gannon è il caporedattore di un importante quotidiano di New York City. L’uomo rude e cinico, non crede nell’utilità dell’istruzione per un buon cronista e ritiene che per svolgere la professione occorra la pratica sul campo. Si viene a scontrare con Erica Stone, una docente di una scuola serale di giornalismo,   infatuatosi di lei le nasconde la sua vera identità e si finge uno studente per conquistarla. La donna collabora il professor Hugo Paine, un sociologo acculturato con cui sta scrivendo un libro. Jim  è geloso e credendo che tra i due ci sia del tenero, cerca di mettere in difficoltà lo studioso. Nonostante le divergenze di opinioni tra Jim e Erica alla fine tra i due nasce l’amore.
Film del 1958 diretto da George Seaton, ebbe due nomination all’oscar: come miglior sceneggiatura e  G. Young fu nominato per la brillante interpretazione del professore Hugo Paine come miglior attore non protagonista.
Doris Day è un po’ sottotono; è  un insegnante convinta dei suoi ideali ma meno combattiva e sorridente del solito.
A tenere alto l’humor ci pensa Clark Gable che veste i panni del protagonista Jim Gannon. L’interpretazione del personaggio spavaldo e arrogante ricorda un po’ la sua performance di Red in “Via col vento”. L’esperimento della coppia  Gable- Day  è un vero successo. I due, infatti, pur avendo idee differenti, si compensano a vicenda creando una  perfetta armonia.
Divertente il triangolo equivoco con l’affascinante  professor Hugo Paine (G.Young), un terzo incomodo saggio e bizzarro che fa sorridere.
L’importanza dell’istruzione e della pratica  nel mondo della carta stampata, una lezione  di vita e di etica raccontata con amore e ironia.















IL LETTO  RACCONTA


Una sexy - comedy bon ton  che ha lanciato il successo della brillante coppia Day e Hudson

Per tutti quelli che vorrebbero avere il telefono in comune con un affascinante gigolò


Jan  Morrow è un’arredatrice d’interni trentenne e single, ha il telefono in comune con Brad Allen , un
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 donnaiolo piacente e scaltro,  è costretta a sentire le serenate sdolcinate che intona alle sue spasimanti in linea.  La donna, nonostante non l’abbia mai incontrato non lo sopporta così Brad decide di presentarsi sotto falso nome  per corteggiarla.  Jan scopre l’inganno  e  va su tutte le furie.
Commedia campione d’incassi del 1959 che inaugurò il successo della coppia vincente Day  Hudson; per quest’ultimo fu la prima esperienza come attore in questo fortunato genere cinematografico. Vinse un oscar nel 1960 per la miglior sceneggiatura.
Il film  è molto moderno per l’epoca, a partire dal titolo;   Il regista, Micheal Gordon,  crea un  prudente mix di spregiudicatezza, allusioni e humor senza mai cadere nel volgare.
La novità è l’uso dello “split screen”; una tecnica che permette di frazionare lo schermo in diverse  inquadrature  e vedere due scene differenti in contemporanea.  La parte più geniale e cautamente sensuale  è quando il regista inquadra i due protagonisti al telefono  immersi nelle loro vasche da bagno che sembrano far combaciare i loro piedi appoggiati  specularmente  sulla riga nera che separa le due immagini.
Non mancano personaggi buffi e ridicoli come  la  bizzarra e ubriacona cameriera di Jan o  lo sfortunato amico miliardario interpretato da Tony Randall.
Una sexy comedy bon ton che, come in una buona pellicola umoristica anni 60,  diverte e ammicca maliziosa all’immaginazione dello spettatore con velati doppi sensi.



AMORE RITORNA

Satira sul competitivo mondo della pubblicità in cui Doris Day e Rock Hudson  si affrontano in una guerra di astuzia e  inganno
Per tutti quelli che vogliono  vedere  una Doris Day furiosa e vendicativa   





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Carol Templeton lavora per un’agenzia pubblicitaria a New  York, cerca di ottenere informazioni sul “Vip”, un misterioso prodotto reclamizzato dai concorrenti. Si reca dall’ inventore, un rinomato chimico,  per cercare di scoprirne di più ma viene ingannata da Jerry Webster,  uno scaltro impiegato dell’agenzia rivale di cui aveva sentito parlare ma non lo aveva mai visto di persona. L’uomo  si spaccia per  lo scienziato  e  comincia a corteggiarla per ottenere idee e  depistarla. Carol  però scopre la verità, va su tutte le furie e decide di vendicarsi.

Commedia del 1961 diretta da Delbert Mann con Doris Day  che interpreta Carol Templeton, mentre Rock Hudson  veste i panni di Jerry Webster e Tony Randall, che si conferma nel ruolo  di amico impacciato e strambo ( l’attore era presente anche in “Il visone sulla pelle”e “Non mandarmi fiori”),  è  il fobico capo di Jerry.
 Il film è  un frizzante mix di bisticci e malintesi  con un' agguerrita Doris Day meno sorridente del solito. Il lieto fine è scontato ma Jerry  dovrà penare non poco per conquistare Carol   che è una donna in carriera testarda e determinata. Un ruolo che si allontana un po’ da quelli visti finora in cui l’attrice interpreta la parte della più o meno felice perfetta mogliettina anni 50.
Divertente satira sul mondo della pubblicità in cui Doris Day e Rock Hudson si affrontano in una guerra di astuzia e inganno.








IL VISONE SULLA PELLE

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Una spassosa e brillante danza  del corteggiamento con tanti tira e molla  tra Cary Grant e Doris Day
Per tutte quelle che vogliono vedere come si potevano convertire gli scapoli incalliti al matrimonio negli anni 60
Cathy  Timberlake  è un ingenua ragazza single disoccupata, un giorno  il ricco industriale  Philip Shane, passando in macchina su una pozzanghera, le imbratta il vestito di fango.  I due si conoscono, lei  si innamora a prima vista e sogna già di sposarlo, lui, invece,  le fa capire che non è assolutamente interessato al matrimonio ma la invita comunque ad accompagnarlo in un viaggio alle Bermuda, lei acconsente per cortesia.  Niente andrà come previsto e  Cathy darà del filo da torcere a Philip  che finirà per innamorarsi e arrendersi alla vita coniugale.
Film  del 1962 con  Doris Day e Cary Grant; venne nominato  per 3 Academy Awards per la miglior regia, miglior suon, miglior sceneggiatura originale. Vinse  il Golden Globe come migliore Commedia.
Un a commedia divertente in cui non mancano gag spiritose e equivoci  che fanno sorridere lo spettatore.
Nonostante la presenza di Doris Day e la sua consueta simpatia, la vera star di questo film è Cary Grant che veste i panni  dello scapolo miliardario Philip Shane. L’attore  dimostra tutto il suo fascino e il suo carisma con uno humor tagliente e delle battute ben piazzate e mai volgari,  si rivela un gentleman raffinato e d’altri tempi, un’ icona di stile che lo rispecchia in tutti i suoi lavori.
 Un’indecisa e impacciata Doris Day  accompagna Cary Grant, un seducente miliardario,  in una spassosa e brillante danza del corteggiamento tra  tira e molla, malintesi imbarazzanti e velati ammiccamenti.










NON MANDARMI FIORI

 Una commedia degli equivoci per ipocondriaci                  

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Per tutti i malati immaginari

George è un ipocondriaco cronico che  prende molte medicine per malattie immaginarie. Un giorno, mentre è dal medico per una visita di controllo, lo sente discutere al telefono con un collega la diagnosi di un malato terminale e si convince, a torto, di essere lui.
Sconvolto dalla notizia ne parla con l’amico Arnold e decide di non dare alla moglie, Judi la triste notizia ma per il suo bene, si dà da fare per trovarle  un nuovo marito che lo sostituisca dopo il trapasso.
Una serie di malintesi porteranno, però, Judi a credere che George abbia un amante, il marito cercando di spiegarsi  peggiora solo la situazione ma alla fine, riusciranno a chiarirsi.
Film del 1964 con l’interpretazione del grande Rock Hudson nei panni del fobico George  mentre Doris Day  è Judi.
I personaggi spiritosi, le gag e le paure di George  fanno sorridere lo spettatore.
Una pellicola che pecca forse per l’eccesivo e macchinoso  intreccio di fraintendimenti che in alcune scene, è quasi ridicolo.
Una commedia degli equivoci per ipocondriaci che esorcizza le assurde paure dei “malati immaginari”,  ironizza sui malintesi coniugali senza tralasciare uno scontato lieto fine.













NON MANGIATE LE MARGHERITE


Una divertente commedia su una numerosa e bizzarra famiglia americana

Per tutti quelli che amano le visioni rilassanti  che mettono di buon umore con tanto spirito e pochi imprevisti

Larry Mackay è un famoso critico teatrale,sposato con l’amorevole Kate è  padre di quattro vivaci figli maschi e a completare il quadretto famigliare c’è il bizzarro e fifone cane Dobo. 
Larry, su consiglio della moglie, decide di trasferirsi in campagna con tutta la famiglia, la nuova dimora  necessita però di lunghi lavori di restauro. I rumori fastidiosi degli operai e la distanza dalla città irritano il marito.
Per agevolare il lavoro di Larry,  Kate gli consiglia di stare  fino alla fine del restauro a New York  ma la lontananza e alcuni equivoci sono la causa di battibecchi tra i coniugi che però nonostante tutto, si riconcilieranno.
Film del 1960 con un grande David Niven nei panni di Larry Mackay e la bionda Doris Day.
E’ un divertente ritratto di una famiglia caotica e bizzarra. I quattro figli sono delle vere pesti, ne combinano di tutti i colori  e tra le tante, uno dei ragazzi mangia un mazzo di margherite ( da qui il titolo)  e  per giustificarsi dice alla mamma che lei non glielo aveva mai proibito. Il più piccolo, di pochi mesi, è chiuso in una gabbia perché sa aprire le porte con la chiave e il  grande e peloso cane Dobo è un fifone che ha paura di tutto. A completare il quadro c'è  l’esuberante nonna che è l’unica che riesce a tenere a bada i vivaci nipoti.
A fare da ago della bilancia nel totale caos famigliare   è Kate; un esempio di equilibrata moglie e madre. La donna è decisa e pratica, organizza la vita domestica senza tentennamenti, affronta senza allarmarsi i continui disastri dei figli ed è una solida compagna e consigliera del marito.
La vita di Kate e Larry è frenetica,  non mancano litigi e scontri ma sempre molto pacati, senza eclatanti scene di rabbia, solo dei brevi screzi che si concludono con amorevoli riconciliazioni. Questo rende la visione rilassante e divertente allo stesso tempo. E’  Un piacere raro che solo film  come questo,vecchie commedie americane che raccontano famiglie genuine e semplici sanno trasmettere.   Siamo, infatti,  abituati alle commedie sentimentali recenti in cui, perlopiù,  tutto si svolge velocemente con colpi di scena e scene strazianti e a volte, si desidera rallentare un po’ il ritmo e semplicemente riposare la mente davanti allo schermo con visioni rincuoranti.
Una pellicola che fa sorridere e mette di buon umore. Le disavventure di una famiglia disordinata e stravagante, di una coppia con figli spericolati  e  un cane fobico a carico,  uno  spettacolo di amore, quotidianità e genuinità.




 




QUEL CERTO NON SO CHE
Una divertente commedia sulle casalinghe e sul grande potere commerciale delle prime pubblicità in tv
Per tutti quelli che vogliono ridere dei pregiudizi maschili per il lavoro femminile   
La moglie di un ginecologo,Beverly,  è casalinga e madre, un giorno le viene proposto di lavorare in tv per pubblicizzare un sapone. Beverly accetta nonostante il parere contrario del marito che non riesce a capire il suo  desiderio di realizzazione personale. Il lavoro si rivela più impegnativo del previsto, in poco Beverly diventa una star della tv e  trascura per la carriera la famiglia.  Il consorte, invidioso del successo della moglie,  si scontrerà con lei per convincerla ad abbandonare l’impiego.
Una spumeggiante Doris Day interpreta Beverly, una moglie annoiata dalla vita casalinga che intraprende la carriera televisiva. Una scelta malvista dal marito perché anticonvenzionale per l’epoca; infatti, in quegli anni, le accasate donne borghesi  si occupavano perlopiù solo dell’amministrazione delle faccende domestiche mentre erano gli uomini a portare a casa il pane.
Un film con una nota di femminismo che dipinge uno stereotipo che, anche se superato, desta  qualche turbamento nel mondo maschile. Ancora oggi, infatti, spesso accade che gli uomini si sentano minacciati da donne troppo potenti o che guadagnino più di loro.
Una brillante commedia del 1963  che ironizza sul grande potere commerciale delle prime pubblicità televisive destinate, soprattutto, alle donne di casa.
 La storia di una casalinga in carriera che si arricchisce con l’industria del sapone, una pellicola che fa sorridere  tra battibecchi coniugali, divertenti equivoci e l’ineguagliabile allegria di Doris Day.











SPECIALE AUDREY HEPBURN







il vestito rosso della sfilata

 FUNNY FACE (CENERENTOLA A PARIGI)
Un “diavolo veste prada” degli  anni 50     
Per tutte le appassionate di  fashion
Audrey Hepburn interpreta  Jo, una bibliotecaria  goffa e impacciata che viene notata da un fotografo  rimasto colpito dal suo viso. Viene lanciata come modella per “Quality”, una nota rivista di moda americana, la ragazza va a Parigi per girare un servizio fotografico e si innamora.
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La traduzione italiana “cenerentola a parigi” non  è  , a mio parere,  appropriata quanto  il titolo originale “Funny face”:infatti  il “fil rouge” di tutta la vicenda è proprio il viso carino, divertente e unico di Audrey Hepburn, la protagonista, che viene ritenuta perfetta per la copertina della rivista “Quality”.Cenerentola qui c’entra ben poco forse, se  proprio si vuole far riferimento a una fiaba, si può citare,il piccolo anatroccolo: Jo infatti viene trasformata da trascurata a bibliotecaria (anatroccolo)  a  modella stupenda (cigno) .
Audrey Hepburn dimostra con questo film di essere un’artista completa;  notevole è,  infatti, la sua abilità di accompagnare il grande Fred Astaire (qui quasi sessantenne) nel ballo e nel canto.
Il film è un divertente ritratto del mondo fashion degli anni 50, colorato, bizzarro  e raffinato. I  vestiti indossati dalla protagonista  sono  stati scelti con il prezioso contributo di Givenchy.
 La rivista di moda al centro della scena è diretta solo da donne e questo è un segno dell’emancipazione femminile che stava prendendo piede in quegli anni.
“Un diavolo veste prada” degli anni 50 con una “Miranda Presley”(la direttrice della rivista di moda qui è l’attrice  Kay Thompson) molto più soft ,  ironica con una grande passione per il rosa.
Una sfilata di moda a ritmo di tip tap, un trionfo di colori, canto, amore e allegria.
Un musical divertente e romantico con  qualche scena melensa di troppo.

LA VESPA
 
VACANZE ROMANE 


Un viaggio turistico in vespa per le vie di Roma 
La principessa Anna è in visita nella capitale italiana, annoiata dai rituali di corte e dagli impegni che il suo ruolo comporta, fugge nella notte dal  suo palazzo.  La ragazza cerca di rimanere in incognito ma incontra  un giornalista che, dopo averla riconosciuta,  si finge suo amico e le fa da guida per le strade di Roma sperando di ottenere un’intervista esclusiva ma alla fine, se ne innamora.
Un   film del 1953 che fece vincere alla Hepburn l’oscar come miglior attrice.
Una delle prime principesse tristi del mondo cinematografico;  le difficoltà della  vita di corte scandita da cerimoniali e rigore sono state, infatti, oggetto di moltissime pellicole negli anni seguenti e ultimamente.
Anna storpia il suo nome in Ania per non essere riconosciuta, per  confondersi tra la gente comune  almeno per un giorno, per poi tornare a vestire i panni di monarca.   La storia non si abbassa al clichè del lieto fine che tutti si aspettano ma  si conclude con un sottile e geniale gioco di sguardi tra la Hepurn (Anna) e Gregory Peck(il giornalista) ; Anna abbandona il suo sogno, il suo amore impossibile e ritorna a Palazzo per adempiere agli impegni che il suo ruolo le impone con grande stile.
Il film è  stato girato interamente a Roma e mostra tutte le sue  più famose bellezze artistiche e non.
Un omaggio alla città eterna, una principessa a cavallo di una vespa  ci guida in un  viaggio alla scoperta  della Roma degli anni 50.



IL TAGLIO DI CAPELLI ALLA FRANCESE
SABRINA

la commedia romantica per eccellenza         




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La figlia adolescente  dell’autista  di una ricca famiglia americana si innamora di David, il figlio del padrone, un donnaiolo  immaturo e scapestrato. Per fargli dimenticare questo amore impossibile, il padre la manda a Parigi a studiare l’arte della cucina. La ragazza torna dall’Europa dopo due anni  trasformata in una donna di gran classe, il suo cambiamento non passa inosservato agli occhi di David e del  fratello maggiore, il freddo Linus e entrambi si innamorano di lei.


Commedia di Billy Wilder  del 1954, più melensa e sentimentale rispetto ai  suoi soliti prodotti. Ebbe  quattro nomination  agli oscar.
Una fiaba romantica degli anni 50 diventata  un grande successo.
 Un grande commediografo come Billy Wilder, due attori del calibro di Humphrey Bogart e Audrey Hepburn  sono stati un mix perfetto per creare una delle commedie sentimentali più viste.
Audrey Hepburn nei panni della  sognatrice  Sabrina  riesce a entrare, come in tutti i suoi film, nei cuori degli spettatori e diventare un’icona di stile da imitare.Un must  di questa pellicola è, per esempio,  il taglio di capelli  sbarazzino  con la frangetta che l’attrice sfoggia al ritorno dal suo viaggio a Parigi, molto moderno per l’epoca.
Nel 1995 è stato prodotto da Sydney Pollack un remake di questo film che però, non riesce a rendergli merito.
La scelta degli attori non poteva essere più azzeccata; persino la corporatura dei due  principali  artisti ben si presta all’interpretazione dei personaggi: la Hepburn  fragile e leggiadra come  l’ingenua e dolce Sabrina e Bogart , un uomo alto  e dall’apparente  sguardo serioso e intimidatorio  come Linus, che cerca di nascondere i suoi sentimenti per la ragazza con  rigore e razionalità.
Un  classico  del genere romantico  che racchiude in se gli  spunti per creare un intreccio sentimentale : l’amore impossibile per differenza di ceto sociale   e l’interesse di due fratelli per la stessa donna, il famoso triangolo, due ingredienti  fondamentali che fanno di questa una grande pellicola del genere.
Una cenerentola degli anni 50  con le ballerine ai piedi  che viene salvata da un   principe miliardario  serio e impettito;  una storia senza magie o sorrisi di troppo  ma  sicuramente con un finale da favola.

IL LOOK ANNI 70




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DUE PER LA STRADA     

Un appassionante viaggio  nel  percorso di  vita di  coppia

Per tutti i romantici  con i piedi per terra
Un architetto e sua moglie rievocano, durante il viaggio verso il sud della Francia , momenti dei loro dodici anni di matrimonio.
Un  atipico “road movie” del  1975 : i protagonisti sono sempre in auto, per strada,il regista ha scelto la tecnica dei flashback per raccontare la loro storia. Tra passione, amore,  tradimenti e litigi i due si trovano, con il passare del tempo, nonostante tutto, ancora insieme.
Una storia d’amore, un matrimonio  raccontato senza tralasciare nulla, un film che parla di vita vera,  di come le relazioni possano cambiare con il passare del tempo.
L’ambientazione è sempre la stessa ma i due da felici, poveri e innamorati all’inizio della loro storia, diventano ricchi  distanti, tristi e insoddisfatti con il passare del tempo.
 Audrey Hepburn è  Joanna, la protagonista, la sua interpretazione è brillante tanto quanto il suo look composto da lustrini, tute superaderenti e occhialoni futuristici in perfetto stile anni 70.
Degna di nota è la colonna sonora composta dal grande Henry Mancini.
 Le gioie e i dolori della vita coniugale raccontati in una pellicola poco conosciuta ma coinvolgente e romantica.
  
GLI OCCHIALI DA SOLE, IL TUBINO NERO, IL TRUCCO







COLAZIONE DA TIFFANY
 Una classe senza tempo







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 Film indimenticabile che ha consacrato Audrey Hepburn a icona di stile e grazia. Holly è la protagonista, una Audrey Hepburn apparentemente svampita e viziata ma che in realtà vuole farsi un'altra vita, vuole scappare dalla vera identità: quella di Lulamy  povera ragazza di campagna e così passa la vita nell'ozio e nel lusso alla ricerca di uomini ricchi e potenti  che possano permetterle di vivere negli agi che lei tanto ama. Holly non è altro che una prostituta d'alto bordo ma la finezza e la sottiglezza con cui questo aspetto della sua vita appare nel film è veramente unico come solo nella Hollywood di quegli anni sapevano fare. Holly vuole essere libera non avere legami per non soffrire ma alla fine dovrà arrendersi all'amore per il vicino uno scrittore squattrinato che fa il gigolo per una ricca signora per sopravvivere. Tutto di questa pellicola è diventato cult e icona di stile dalla famosa immagine di Audrey con il cappello a tesa larga, i grandi occhiali scuri e il bocchino all'impermeabile da lei usato nella scena finale. A fare il successo di questo film non sono solo i costumi e la bella sceneggiatura ma sicuramente la grande Audrey Hepburn la sua leggiadria nel muoversi, nell'esprimersi, la disinvoltura con cui indossava quegli abiti sono inimitabili;lei sembrava una ballerina che con leggerezza  danzava in punta di piedi seguendo le note di  di "moon river ".





EVA CONTRO EVA


Una commedia dentro la commedia




 Sei oscar veramente meritati per questo film geniale per i dialoghi e la brillante recitazione di Bette Davis. La  traduzione italiana "Eva contro Eva" dell'originale "all about Eve", anche se criticata da alcuni perchè non letterale trovo, invece, che rispecchi a pieno la trama del film.La lotta tra due donne: l'una Margot, famosa attrice di successo al culmine della sua carriera e Eva  più giovane e carina ragazza che spinta dall'invidia con astuzia e inganno cercherà in tutti i modi non solo di prendere il posto di Margot in teatro ma di sostituirsi completamente a lei anche nella sua vita privata recitando una parte nella parte si fingerà sua devota ammiratrice per poi tradirla alle spalle.
Film pieno  di frasi d'effetto ; diventa difficile distinguere il reale dalla finzione tanto vi è "pathos" nelle attrici, ma il senso è ben chiaro: quando si ha successo e si è felici bisogna sempre guardarsi le spalle da chi ci invidia soprattutto  oggi, quasi ottant'anni dopo, dove di "Eve" pronte a ingannare per prender il posto di qualcun'altro ce ne sono davvero tante!



 








1 commento:

  1. io adoro sabrina!!! lo vedrei sempre e ho adorato il libro!!

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